Dal Cetif un osservatorio permanente sulla compliance normativa del mondo finance

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Il neonato Center for European Financial Regulation Studies si propone di fare degli obblighi di trasparenza informativa cui vanno incontro i settori bancario e assicurativo una fonte di guadagno per gli istituti coinvolti

Come trasformare le sempre più frequenti iniziative normative, che negli ultimi anni i governi e le varie Autorità di vigilanza nazionali stanno assumendo in direzione di una maggiore compliance da richiedere a banche e ad assicurazioni, in una leva strategica per il business delle stesse istituzioni finanziarie? Questo il quesito attorno a cui è ruotato l’ultimo incontro organizzato dal Cetif (Centro di ricerca su tecnologie, innovazione e servizi finanziari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), volto, in particolare, a chiarire le modalità e le strategie attraverso cui i requisiti di trasparenza, buona reputazione e cura della relazione con il cliente, richiesti a vario titolo dal legislatore, possono tramutarsi in fonti di vantaggio competitivo a disposizione degli intermediari finanziari e dei broker assicurativi.

Le trasformazioni indotte dalla regolamentazione in vigore nei settori bancario, finanziario e assicurativo (le disposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia del 2007, il regolamento Consob per l’organizzazione dell’attività degli intermediari del 2007 e le disposizioni Isvap in materia di controlli interni e di gestione dei rischi del 2008, ndr) rendono ogni giorno più evidente a tutti gli stakeholder il valore strategico della conformità degli istituti alle norme del settore, non solo in un’ottica di riduzione dei costi legati a eventuali multe o a valutazioni errate dei profili di rischio dei clienti, ma, soprattutto, nella prospettiva di ricavarne dei vantaggi competitivi‘ ha dichiarato il direttore del Cetif Federico Rajola.

Già, perché stando alle diverse rilevazioni eseguite dal Centro studi dell’Università, nonché all’opinione dei diretti interessati, Banca d’Italia e Isvap in testa, la trasparenza e la chiarezza dei rapporti con la clientela rappresentano un elemento essenziale per la costruzione di un business durevole e reciprocamente proficuo.

Lo hanno sottolineato, in particolare, Bruna Szego, titolare della divisione normativa primaria e delle politiche di Vigilanza della Banca d’Italia, quando ha sottoposto all’attenzione del pubblico ‘gli sforzi che Bankitalia sta compiendo affinché gli istituti bancari adottino precise politiche deontologiche, finalizzate a tenere alta, presso la clientela, la percezione della reputazione della banca, e seguano le disposizioni di Palazzo Koch tese a ridurre le asimmetrie informative e a riequilibrare il potere negoziale tra le parti, così da raggiungere l’obiettivo di avviare un processo di fidelizzazione verso i clienti, di cui, nel frattempo, si spera sia aumentato il livello di educazione finanziaria‘ e Claudia Catani, consulente legale dell’Isvap, che passando in rassegna il Regolamento in materia di controlli interni e di gestione dei rischi ha ‘posto l’accento sull’opportunità, nel settore delle assicurazioni, di individuare criteri specifici per l’elaborazione di sistemi di calcolo dei rating, dal momento che è solo con una normativa più precisa e articolata sui fattori di rischio che caratterizzano le imprese e i clienti privati che è possibile impostare relazioni trasparenti e durature‘.

Ed è appunto per approfondire i temi relativi alle trasformazioni in atto nel mondo della regolazione finanziaria (vedi il dibattito in atto al Congresso americano per la futura approvazione del Dodd – Frank Act sulla tutela dei consumatori) che il Cetif ha deciso di istituire un Osservatorio di studi permanente in materia, denominato Cefirs (Center for European Financial Regulation Studies). ‘Un think tank a disposizione degli istituti di natura multidisciplinare – ha spiegato Rajola – che avrà il compito di mantenere aggiornati gli addetti ai lavori sulle evoluzioni normative in atto a livello internazionale, stimolando riflessioni, confronti e analisi di case studies‘.

Inoltre, il Centro di ricerca meneghino ha pronto un calendario di eventi didattici e di corsi di formazione verticali. Il primo appuntamento è fissato a giugno, con una serie di incontri dedicati all’analisi del ‘ruolo del compliance officer all’interno di banche e assicurazioni‘.