Merger & Acquisitions, gioie e dolori del change management

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Nel corso dell’appuntamento di maggio di Assochange, dedicato alle sfide poste dalle acquisizioni e dalle fusioni tra aziende, il consulente indipendente Maurizio Cosco ha messo in luce le criticità di tali operazioni nel contesto italiano

Un vademecum per muoversi con maggiore sicurezza lungo le molteplici e imprevedibili strade della globalizzazione dei mercati. Questo il significato dell’intervento di Maurizio Cosco, consulente indipendente di management aziendale, nel corso della riunione di maggio di Assochange, dedicata al tema del merger & acquisitions.

In una fase storica in cui fusioni e incorporazioni tra società sono pressoché all’ordine del giorno è molto importante individuare criteri e parametri utili a orientare operazioni che, a dispetto della loro rilevanza, esibiscono un tasso di fallimento ancora troppo alto” ha esordito Cosco. In particolare, secondo i dati ricavati da una ricerca svolta dalla società di consulenza A.T. Kearney, il 53% degli insuccessi delle operazioni di M&A in Italia avviene dopo che le fusioni e le acquisizioni si sono realizzate.

I problemi principali, dunque, sembrano riguardare la fase “post”, e hanno a che fare soprattutto con questioni di carattere culturale e comunicativo tra vecchio e nuovo management.

L’incapacità di arrivare in tempi ragionevoli a una visione condivisa della mission che la newco dovrà svolgere sul mercato e le differenze culturali tra personalità professionali spesso provenienti da background molto diversi rappresentano le cause più frequenti alla base della crisi dei progetti. E se una certa dose di conservatorismo e di resistenza al nuovo è fisiologica da parte dei dipendenti, questo non significa che i vertici delle aziende non debbano adottare strategie atte a sostenere nel miglior modo possibile processi di trasformazione che, in ogni caso, sono ineluttabili, muovendosi nella direzione di un change management efficace” ha proseguito il consulente.

In quest’ottica, il punto di svolta è la capacità, da parte dei quadri, di affiancare al tradizionale modus operandi basato sull’interpretazione delle esigenze del cliente anche un’attenzione focalizzata sulla domanda di “assistenza e supporto proveniente dal team degli impiegati, quanto meno nei primi tempi di vita di una nuova società”.

Da questo punto di vista, elementi di criticità tipici delle aziende nostrane, secondo l’analisi di Maurizio Cosco & Partners, sono da ravvisare nelle frequenti dinamiche di dispersione delle figure professionali che dovrebbero fungere da punto di riferimento nella transizione, nell’incapacità di valorizzare il momento di discontinuità caratteristico del momento di passaggio, in maniera tale da non riuscire a tramutare una fonte di debolezza in un potenziale ingrediente di forza per il futuro, e nella scarsa importanza attribuita all’attività di discussione sul M&A stesso tra i dipendenti, perdendo in questo modo una valida occasione per avvalersi di un contributo “dal basso” nell’affrontare le sfide poste dal nuovo.