L’integrazione per uscire dalla complessità

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La vita delle aziende e di chi ci lavora sta diventando sempre più complessa: una situazione dettata non solo dal contesto macroeconomico, dalle normative, dai mercati, ma anche dalle tecnologie

Chi si occupa di IT si trova spesso in lotta tra due esigenze contrapposte: quella di “razionalizzare” da una parte e di “trasformare” dall’altra, con la consapevolezza che i sistemi informativi aziendali non hanno ancora acquisito il riconoscimento di centro d’innovazione, pur non essendo più considerati un semplice centro di costo. “Negli ultimi anni – ha esordito Antonio Rizzotto, IT Research Director di IDC Italia, intervenuto durante un recente incontro organizzato da Sterling Commerce – abbiamo assistito a una caduta delle risorse investite su tematiche IT da parte delle imprese: dal 2008 al 2010, in Italia, si sono complessivamente persi 3 miliardi di euro. Sicuramente le condizioni macroeconomiche sono parte in causa di questo risultato, provocato però anche dalle trasformazioni tecnologiche, che vedono nel consolidamento una delle determinanti di questo andamento: prodotti più intelligenti sono offerti a un prezzo medio d’acquisto più basso, mentre la razionalizzazione ha contribuito a dare slancio all’efficienza”. A livello applicativo, questo obiettivo d’efficienza è, però, ancora oggi pesantemente ostacolato dall’incapacità delle applicazioni di automatizzare da sole processi end-to-end estesi, ponendo in primo piano il rischio di una mancanza di visione complessiva e quindi la questione dell’integrazione. Una situazione resa ancora più difficile dall’interdipendenza tra le imprese e i loro diversi sistemi IT, fattore di introduzione di ulteriori rischi, inefficienze e cali di produttività oltre che profittabilità. “L’integrazione B2b è un cubo multifacce – ha continuato Rizzotto – che richiede una reingenierizzazione guidata dal driver della standardizzazione. Solo questo elemento è in grado, infatti, di introdurre semplificazione e agilità, ossia la capacità di anticipare l’impatto delle esigenze di business sui processi”. Nell’impossibilità di calare gli stessi modelli operativi nelle diverse imprese che costituiscono le catene di fornitura, un primo efficace approccio alla standardizzazione può essere quello di riuscire a gestire “come uno standard” lo scambio dei dati, indipendentemente dal loro formato. “Una gestione strategica dei rapporti interaziendali – ha affermato Francesca Fantoni, Regional Marketing Manager SER di Sterling Commerce, azienda di IBM – porta ripercussioni positive non solo su processi e costi interni, ma anche sulla qualità del servizio all’utente finale. Nonostante i benefici evidenti di un’automazione Buy-sell-ship-pay, molte aziende, ancora oggi, però si caratterizzano per uno scarso livello di integrazione B2b portando avanti approcci tattici che non eliminano le inefficienze tipiche dei silos applicativi”. Una situazione che Sterling Commerce conta di risolvere permettendo alle imprese di ottimizzare ed estendere le reti di business attraverso soluzioni d’integrazione trasparenti e sicure con partner, fornitori e clienti finali. Obiettivo: snellire il ciclo di vita commerciale e dare impulso al business.

 

Sofidel automatizza i processi di business con Sterling Commerce

Azienda multinazionale che opera nel settore del tissue paper, Sofidel ha concluso l’implementazione di Sterling B2B Integrator per automatizzare i processi di produzione della carta e gestire elettronicamente l’inventario e i servizi di auto-rifornimento. In questo modo si sono potuti diminuire i livelli delle scorte lungo tutta la supply chain. Con Sterling B2B Integrator Sofidel ha integrato, infatti, tutti i partner commerciali in una singola piattaforma e-commerce, operativa sulla rete IBM Sterling B2B Collaboration Network. Il software fornisce l’accesso a oltre 150 partner commerciali della rete di comunicazione dell’azienda, automatizzando lo scambio di oltre 200.000 documenti in un anno. Le funzionalità B2B e la capacità di integrazione dell’applicazione sono, inoltre, conformi ai diversi standard e protocolli utilizzati dai partner e oggi l’azienda può effettuare l’on-boarding di nuovi partner in termini di giorni e non più di settimane. Sofidel utilizza anche Sterling Managed AS2 Gateway, un software in the cloud che permette di comunicare con clienti e partner in modo efficace e trasparente attraverso AS2 (standard di codifica utilizzato per lo scambio dei dati business sul Web). In particolare, la soluzione consente all’azienda di rispettare i rigidi requisiti di AS2 relativi ad autenticazione, codifica, non-ripudio e integrità dei dati, senza dover sostenere costi aggiuntivi che deriverebbero dalla costruzione di un’infrastruttura complessa.

 

Il foro IT di Grandangolo getta luci e ombre sul cloud

Quali sono le reali opportunità che oggi il Cloud Computing offre alle aziende italiane? È attorno a questa domanda che è ruotata la dodicesima edizione del Forum IT di Grandangolo, quest’anno in scena a Lido di Camaiore, in Versilia. Scenari prossimi futuri di evoluzione della nuvola e modalità concrete di adozione delle tecnologie da parte delle imprese il focus dell’incontro, che ha raccolto le testimonianze sul tema di vendor e operatori specializzati del canale. “È giunto il momento di essere più concreti, perché il rischio che si corre è che la nuvola rimanga priva di contenuti” ha esordito Romeo Scaccabarozzi, presidente della società di consulenza applicativa Axiante. La principale criticità individuata da Scaccabarozzi sul mercato italiano del cloud è l’assenza di applicazioni a valore nelle versioni pubbliche, dal momento che la maggior parte delle aziende, per le operazioni sensibili, mostra ancora di preferire le cloud private. “Allo stato attuale, ci risulta che quasi tutti intendono trasferire nello spazio pubblico solo alcune applicazioni, come la posta elettronica, mentre tutto ciò che è mission critical rimane saldamente ancorato all’interno dei perimetri aziendali” ha spiegato il President di Axiante. Convinto della necessità di definire una struttura precisa per lo sviluppo del cloud in azienda anche il system integrator Mauden, che per bocca dell’AD Giuseppe Belardinelli ha provato a fornire delle linee guida per le attività quotidiane di implementazione delle tecnologie, avvertendo che “il cloud è una rivoluzione e non una moda, che modificherà a fondo lo scenario di business dell’IT costringendo tutti gli attori della filiera a rivisitare le proprie strategie di vendita”. Sulla stessa lunghezza d’onda, infine, il Vad Zycko, che ha insistito sull’opportunità, in questa fase, di puntare sull’approccio consulenziale e didattico nei confronti degli utenti. Passando all’offerta dei vendor, la promessa del software erogato attraverso la Rete (Saas) è quella della trasversalità delle diverse applicazioni più o meno a tutti i settori dell’IT. Innanzitutto rispetto alla security, che nel corso del forum è stata protagonista con l’annuncio dell’importazione da parte del Gruppo Peruzzo Multimedia Company della soluzione per la protezione degli endpoint aziendali della svedese Doubletrace, e con Panda, che ha illustrato le caratteristiche della nuova piattaforma di sicurezza perimetrale Panda Virtual GateDefender Performa. Hanno chiuso la rassegna Brocade, che attraverso il Regional Manager italiano Paolo Lossa ha evidenziato come “la priorità attuale dei CIO non sia più tanto quella del risparmio dei costi ma la scelta di fare del cloud il driver principale per raggiungere la flessibilità del business”, e Riverbed Technology, anch’essa concentrata sul valore della nuvola come risorsa per razionalizzare e ottimizzare l’uso dei dati in azienda.

Gi. St.