Alimentare sempre più aperto all’It

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Dall’analisi condotta da CBR Italy nel settore del Food&Beverage, emerge che c’è ancora molto da fare: gli ambiti nei quali l’informatica può risultare utile, se non strategica, sono parecchi

Il settore del Food and Beverage continua a essere un pilastro del nostro apparato produttivo. L’indagine promossa da CBR Italy ha rilevato una buona apertura all’It: c’è ancora molto da fare ma c’è anche la consapevolezza che l’It può fornire un valido aiuto alla difesa di margini, spesso risicati, al miglioramento dell’efficienza e quindi nell’avvio di programmi di internazionalizzazione.

 

Sistemi Erp “allargati” e specifici

Il Gruppo Amadori (1,1 miliardi di dollari di fatturato e 6.500 dipendenti) è una delle principali aziende europee di produzione e commercializzazione di carni avicole. Con oltre 2.000 prodotti gestiti e più di 25.000 clienti, Amadori si posiziona tra i protagonisti indiscussi nella distribuzione di soluzioni gastronomiche innovative. Da anni usa soluzioni di JD Edwards di Oracle grazie alle quali dichiara di avere conseguito i seguenti risultati: migliorati e velocizzati tutti i principali processi commerciali a beneficio del livello di servizio, del time-to-market e dell’elevata qualità e freschezza dei prodotti; realizzata la gestione integrata del processo di order entry, approvvigionamento, gestione logistica e trasporti che consente di evadere ogni giorno oltre 7.000 ordini; semplificata l’architettura e implementati nuovi moduli a sostituzione delle precedenti applicazioni esterne (evasione ordini attiva e passiva, doppia unità di misura in vendita e in acquisto, area prezzi e scontistica); sviluppati cruscotti di sintesi che permettono di tenere sotto controllo tutti i principali processi.

“Dare maggiore integrazione nell’Erp anche con altri sistemi funzionali, avere informazioni più tempestive e integrate – osserva Sandro Salvigni, Sistemi Informativi e Organizzazione, Gruppo Amadori – ha portato notevoli vantaggi sia dal punto di vista operativo che decisionale. La soluzione JD Edwards, anche grazie all’ultimo upgrade, ci consente di essere più tempestivi verso le richieste e di anticipare le esigenze di business”.

Il gruppo Amadori si è anche dotato di una nuova infrastruttura di messaging e collaboration, optando in questo caso per soluzioni Cisco. Uno degli obiettivi era quello di avviare il processo di Move to Lotus di Ibm per più di 1.000 utenti attivando, oltre al servizio Mail di Lotus Domino e Notes, le funzionalità di Instant Messaging e Web collaboration di Lotus Sametime e Quickr.

In risposta alle specifiche esigenze del comparto alimentare, Centro Sofware ha sviluppato Impresa24 Food Industry, un Erp progettato sulla base delle specifiche esigenze e caratteristiche delle aziende alimentari italiane.

“Questo sistema – chiarisce Lorenzo Battaglini, Amministratore Delegato di Centro Software – permette di gestire in modo ottimale non solo i processi amministrativi, finanziari e commerciali dell’impresa, ma anche tutte le fasi legate all’acquisizione delle merci, al loro immagazzinamento, alla loro trasformazione, ai controlli di qualità, alla rintracciabilità e tracciabilità alimentare per la tutela del consumatore. Tra le funzioni più importanti spiccano la completa organizzazione dei processi di vendita e tentata vendita, la gestione dei rapporti con la Gdo, così come l’identificazione e la localizzazione immediata del prodotto e un’estrema attenzione ai controlli qualità nei flussi operativi. Con riferimento al settore alimentare sono stati inoltre previsti alcuni automatismi che non si riscontrano in altri Erp standard internazionali, come la gestione di ricette e cicli di lavorazione per un’efficace pianificazione delle linee di lavorazione e delle fasi di conto terzi, MRP e MES”.

“L’innovazione è il vero vantaggio competitivo di un’azienda di successo: le imprese devono rispondere efficacemente alle sfide e alle opportunità legate all’incertezza dei nuovi contesti economici riconsiderando continuamente le proprie strategie – afferma Agostino Santoni, Amministratore Delegato di SAP Italia –. In questo senso, il Panificio Lucio Garofalo rappresenta un caso di estremo successo, dove l’implementazione del nostro sistema Erp ha portato una nuova flessibilità e ha permesso all’azienda di modificarsi rapidamente in linea con le esigenze di mercato. Il nuovo sistema ha permesso a questa azienda di abbattere le ridondanze sia funzionali che di dati, consentendo una riduzione degli errori e, quindi, una maggiore affidabilità di quanto inserito. Inoltre, Garofalo sta rilevando oggi il vantaggio di un sistema accessibile da utenti remoti (magazzini, agenti, responsabili di area o responsabili aziendali) nonché i benefici di un sistema integrato in grado di consolidare nell’azienda una cultura della partecipazione e della responsabilità”.

 

Applicativi per la tracciabilità

Dal 1° gennaio 2005, in base a una disposizione dell’Unione Europea, gli operatori del settore agro-alimentare devono dare obbligatoriamente indicazioni relative alle origini dei prodotti e a chi è intervenuto nelle singole fasi della filiera di produzione. Carne, salumi, uova e prodotti ortofrutticoli devono essere rintracciabili con una carta d’identità. In sostanza, i prodotti agro-alimentari devono riportare sulla confezione un’etichetta e una serie di informazioni che permettono di conoscere il percorso di un alimento dalla produzione alla tavola, rendendolo tracciabile.

“Questa legge è un vantaggio per chi produce – puntualizza Angelo Cian, responsabile Gestionale 2 Zucchetti – in quanto permette di bloccare un’eventuale partita di alimenti ‘sospetta’ o difettosa, che non risponde alle dovute garanzie di qualità o mette a rischio la salute dei consumatori senza compromettere l’intera produzione e/o senza creare disagi per l’intera azienda. Per rispondere a queste esigenze di carattere normativo abbiamo introdotto nei nostri applicativi gestionali delle funzionalità specifiche per la ‘Gestione Lotti’, in modo tale da tracciare i prodotti in entrata e in uscita dal magazzino e di rintracciare all’occorrenza la provenienza e la destinazione delle diverse partite di merce”.

 

Forecast e Budget più attendibili

Grandi Salumifici Italiani è una delle aziende generaliste del mercato dei salumi con una rete di vendita diffusa in modo capillare sul territorio e una quota di mercato del 6% che sale al 10 considerando anche i volumi prodotti per le marche proprie del trade (private label) Uno scenario in cui è vitale per l’azienda non lasciare scoperte opportunità di business. Per raggiungere i propri obiettivi il Gruppo ha investito su due fronti: risorse umane e tecnologie. Queste ultime, in articolare, nella visione di questa azienda, consentono di gestire la complessità e supportare i processi predittivi, per i quali si avvale del know how di Sas. “La capacità predittiva – puntualizza Armentano Raco, Direttore Trade Marketing Gsi – è fondamentale. Una previsione non corretta a settembre sulla richiesta di prodotti precotti, che ha un picco nel periodo natalizio, è controproducente; ma lo stesso vale anche per i prodotti stagionati, che produciamo oggi per spedirli tra 24 mesi. Non ci possiamo permettere di non avere chiaro il volume della richiesta prevista. Sono stati implementati in circa cinque mesi con l’aiuto dell’It a tal fine due processi: forecast e budget. Il primo si sviluppa nell’arco dell’anno e si basa sulle capacità predittive di 15 stimatori, che mensilmente inseriscono le stime di vendita per i clienti, basandosi su dati di input la cui gestione è stata uniformata grazie al software Sas Forecast Server e l’ausilio di Sas Financial Management per l’organizzazione e il flusso delle informazioni. Le stime devono passare diversi gradi di validazione, fino ad arrivare alla produzione. E ogni mese vengono stimati i tre mesi successivi.

Accanto al forecast si sviluppa l’attività di budget: in questo caso abbiamo adottato la soluzione Sas Financial Management. Qui, l’attività è top-down: il top management, avvalendosi in prima analisi di Sas Forecast Server, fa un agreement sul possibile obiettivo, che viene successivamente passato agli stimatori affinché tarino meglio la proposta per clienti e singole referenze.

“L’obiettivo primario di questi processi – aggiunge Raco – è quello di ridurre dal 2 all’1% l’incidenza dello slow moving (smaltimento dei prodotti in eccesso, vicini alla scadenza, che vanno venduti a prezzi bassi generando perdite) e dal 3 all’1% i mancanti a picking (ovvero: viene fatto l’ordine, ma manca il prodotto, una situazione che si traduce in mancata vendita al cliente e, di conseguenza, al consumatore, oltre che in costi per l’azienda). Ridurre queste criticità vuol dire rendere più efficiente l’azienda, soprattutto se si pensa che queste criticità producono costi”.

Gartner, società di analisi e di mercato tra le più autorevoli al mondo, da vari anni posiziona la Xtel di Bologna tra le realtà più innovative nell’ambito della gestione commerciale nel largo consumo.

Carapelli ha implementato Sales Execution (il modulo specifico per il monitoraggio dei punti vendita sviluppato appunto da questa azienda) per monitorare con gli store manager l’esecuzione delle offerte in 650 iper e super. Lavazza si è rivolta a Xtel per una specifica necessità: l’automazione dei processi di incentivazione rivolti alla forza vendita. “Abbiamo scelto questo fornitore per la professionalità e la competenza dimostrate fin dalle prime fasi del progetto e ai brevissimi tempi con i quali è stato realizzato il prototipo per la divisione Retail – dichiara Riccardo Mosca, Marketing and Sales Project Leader nell’ambito della Direzione It di Lavazza.

 

Un marketing più digitale

Secondo Adobe il settore del food e della grande distribuzione è sempre più attento alle esigenze dei consumatori che stanno evolvendo in un contesto caratterizzato dal proliferare di marche e prodotti e da sempre nuove modalità di fruizione e accesso a brand e informazioni. In questo contesto le aziende devono necessariamente adeguare le proprie strategie di marketing digitale e cercare di stabilire una relazione vera, coinvolgente ed efficace per migliorare l’interazione dei clienti con il brand, accrescere la fedeltà alla marca e la propria competitività sul mercato. “Da una recente ricerca Nielsen commissionata da Adobe – racconta Andrea Valle, Senior Enterprise Solution Manager Emea di Adobe Systems – è emerso che il settore della Grande Distribuzione in Italia è molto emergenziale in termini di innovazioni applicate alle strategie aziendali in quanto, nonostante ci sia una crescente consapevolezza dell’importanza per il business di offrire esperienze digitali coinvolgenti, la sua applicazione effettiva nelle aziende Gdo è ancora bassa e di conseguenza anche l’interazione da parte dei clienti è limitata. Oggi infatti la fruizione digitale è ancora principalmente motivata da scopi informativi: i siti e le applicazioni del mondo food e della Grande Distribuzione in generale, svolgono un ruolo prevalentemente informativo (74%), seguito dagli acquisti online (40%), e il fattore che incide maggiormente sull’efficacia di un’esperienza digitale è quello di risolvere curiosità, ricerche e necessità contingenti (65%)”.

 

Non disdegnare la Bi

Non sfugge il fatto che anche nel settore del Food&Beverage la Business intelligence stia incontrando i favori delle aziende. Il caso Gancia si può considerare emblematico.

La forte competitività che caratterizza oggi il mercato di vini e spumanti e la contingenza economica attuale hanno spinto negli ultimi anni i vertici dell’azienda ad orientarsi verso un approccio al dato moderno, veloce e sicuro fino all’introduzione di strumenti di Business Intelligence adeguati, già nel 1999. Nel corso degli anni l’approccio alla BI è però sempre stato ostico: non si riusciva a comunicare e diffondere internamente l’importanza di dotarsi di un adeguato strumento di analisi. Lo scenario è cambiato con l’arrivo di QlikView. L’area dove per prima si è sentita l’esigenza di introdurre la tecnologia di questa azienda è stata quella delle vendite. Grazie a una perfetta integrazione con il sistema Erp e il gestionale esistente, QlikView ha sostituito qualunque altro sistema di lettura del dato: da un contesto in cui ognuno analizzava e gestiva i propri dati in modo diverso si è passati ad una situazione di assoluta omogeneità e coscienza nell’analisi delle informazioni dove la pervasività e la velocità di QlikView hanno sostituito qualunque altro strumento.

“Tutti oggi in azienda – sottolinea Renato Pardini, Direttore Vendite Italia – parlano la stessa lingua, con un impatto incredibilmente positivo anche in termini di Roi e Tco. QlikView ha un’utilità fondamentale non solo dal punto di vista statistico e di controllo della performance, ma anche da quello commerciale diventando strumento essenziale per l’impostazione ed il controllo delle politiche commerciali per area, canale, prodotto e per la quantificazione e valutazione dei canvass periodici”.

 

Ripensare la Supply chain?

Da Sergio Barbariol, Ibm Global Business Services Senior Consultant di Ibm Italia, arriva il suggerimento di una revisione della Supply chain. “Il suo ridisegno – dichiara il manager – può iniziare con un’analisi strategica e radicale della propria rete logistica: a partire dal numero e dal posizionamento dei nodi della rete e cercando il miglior bilanciamento tra costi di acquisizione, di gestione logistica e di trasporto, a parità di livello di servizio, ma anche mettendo in discussione e verificando qual è la miglior modalità di approvvigionamento di ogni singola materia prima”.

In funzione delle caratteristiche di ogni categoria, aggiunge, sarebbe necessario inoltre definire il modello ottimale di scorta, tenendo conto di tutti i parametri in gioco, dalla possibilità di effettuare acquisti speculativi per il confezionato e il grocery, alla necessaria gestione della rotazione e delle scadenze per i freschi.

La richiesta dei consumatori di sempre maggiori informazioni sui prodotti acquistati rende poi necessario tracciare in modo sempre più accurato e ricco la storia e le trasformazioni delle materie prime e dei semilavorati. Sono ormai mature le tecnologie che permettono di estendere la visibilità sulla Supply chain, coinvolgendo sempre più i partner, e le occasioni di collaborazione estesa sono molteplici: un possibile esempio sono le iniziative, che stanno diffondendosi proprio in questo periodo, di gestione degli appuntamenti via Web per la gestione della logistica inbound.

 

Erp dinamici Zardetto Spumanti è un’azienda di spumantizzazione, che produce prosecco di massima qualità, venduto in oltre 20 mercati. L’azienda si colloca tra i primi 5 produttori di prosecco ed è il primo esportatore nel mercato Usa. Grazie all’adozione di un sistema Dynamics, e di recente anche del modulo Crm, è riuscita a fronteggiare meglio la crisi e darsi un orientamento più focalizzato sul cliente anziché sulla produzione. “Con le nostre soluzioni gestionali – segnala Roberto Andreoli, Direttore Marketing Dynamics di Microsoft Italia, da sempre intendiamo supportare la competitività delle imprese, ottimizzando la gestione dei processi aziendali e consentendo di adattarsi tempestivamente ai mutamenti del mercato. Le esperienze di Zardetto Spumanti dimostrano la capacità di Microsoft Dynamics di rispondere alle esigenze anche delle aziende in crescita che operano nel settore alimentare. Grazie a un sistema gestionale semplice e flessibile come Microsoft Dynamics NAV, queste aziende sono in grado di ottimizzare efficienza ed efficacia dei processi di business a supporto della propria crescita anche in un momento delicato dell’economia globale”. Per Zardetto Spumanti l’adozione di Microsoft Dynamics NAV ha implicato una radicale riorganizzazione di cui l’azienda ha immediatamente beneficiato. Il vantaggio più significativo è stata la migliore gestione delle informazioni, che consente di poter fare affidamento su dati sempre aggiornati e sicuri, facilmente analizzabili per il massimo controllo e condivisibili in modo da ottimizzare la pianificazione a supporto di una maggiore redditività.