VoIP, Vdsl2 e le infrastrutture in Italia

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Nuove tecnologie renderanno la comunicazione via VoIP più efficace e conveniente, ma il Paese è in ritardo. Ne parliamo con Avm

Abbiamo chiesto a Gianni Garita, Sales Manager di Avm per l’Italia, di fare il punto sulle tecnologie di comunicazione nelle aziende italiane, che tra breve beneficeranno dell’introduzione della Vdsl2.
Secondo IDC nel 2011 il mercato italiano del VoIP nelle aziende crescerà del 6% e rappresenterà il 12% di quello di rete fissa: il trend è di crescita costante, e simile per portata e potenziale a quello registrato in Germania circa cinque anni fa. Questo ritardo, dovuto alla solo recente disponibilità della banda larga a prezzi concorrenziali, porta ad un fenomeno che incontriamo sempre più spesso: una convivenza ”linea fissa / VoIP”, che – pur consentendo alle aziende di avvalersi di una maggior flessibilità, rende imperative soluzioni intelligenti per la gestione delle comunicazioni. È proprio in queste realtà che uno dei nostri punti di forza trova massima espressione.

Cosa cambia con Vdsl2?
Non è un mistero che le infrastrutture di rete in Italia presentino diverse lacune. Non dobbiamo dimenticare però che la distribuzione capillare della banda larga si confronta qui con problematiche legate alla natura geografica del territorio e con una domanda di connettività internet in ambito consumer che cresce a rilento rispetto ai mercati esteri, al contrario della domanda di connettività mobile, che – con l’asta per le frequenze Lte appena conclusasi – pare essere la promessa per il futuro. Avm ha già presentato in anteprima al Cebit 2011 dispositivi che offrono connettività LTE e commercializza da tempo soluzioni che supportano la banda larga, Vdsl/Vdsl2, qualora offerta dal provider. LTE o Vdsl, la banda larga porta indubbi e numerosi vantaggi a livello aziendale, tra cui la possibilità di avvalersi di applicazioni on-demand via internet, sostituendo complesse installazioni in loco con piattaforme operative online.
Quanto alla Vdsl2, i principali operatori hanno condotto e conducono attualmente testfield per verificarne impatto e funzionalità. L’adozione di Vdsl2 richiede infatti un investimento strutturale importante: fibra fino al marciapiede e distribuzione dell’ultimo miglio in Vdsl2. Stimiamo che agli inizi del 2013 saranno disponibili i primi trial commerciali. La Vdsl2 consente di avere velocità di download su profili commerciali di 50Mbps. Tale disponibilità di banda consente alle aziende di avvalersi da remoto di applicazioni internet mission critical in tempo reale, come piattaforme per la produttività o la gestione clienti, oltre a favorire la videotelefonia. In ambito consumer invece gli utenti beneficeranno della pletora di servizi innovativi offerti dalle piattaforme di IP streaming.