Ibm PureSystems: i server “chiavi in mano” di Big Blue

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Un piccolo terremoto ha sconvolto lo scorso aprile il listino delle soluzioni Ibm, che fanno spazio all’introduzione dei sistemi esperti e integrati PureSystems, frutto di una inedita convergenza tra hardware e software.

Sono arrivati i PureSystems di Ibm. Dietro questo nome c’è un brusco aggiornamento della filosofia di commercializzazione dei sistemi di fascia media e medio-alta, per realizzare il quale Ibm ha investito due miliardi di dollari in ricerca e sviluppo per assicurarsi un concreto vantaggio competitivo sui concorrenti.
In effetti i PureSystems, pur non sostituendo ufficialmente alcun sistema attuale, vanno ad affiancarsi alla fascia alta dei System x, agli x Blades, ai Power Blades e ai Power 4S e 2S, offrendo però un approccio del tutto nuovo. Dal punto di vista hardware, infatti, i nuovi sistemi esperti preconfigurati possono indifferentemente montare moduli x86 o PowerPC.
Ma la vera differenza è che i PureSystems escono dalla catena di produzione Ibm già pronti all’uso, completi di software, storage e networking secondo le necessità del cliente, tanto che in una decina di giorni dal disimballaggio possono già essere pienamente operativi in qualsiasi ambiente.
Per Enrico Cereda, vice presidente System and Technology Group di Ibm, l’esigenza alla base della nascita dei PureSystems è la difficoltà crescente dei responsabili dei sistemi informativi a governare l’aumento di complessità, effetto collaterale dell’esplosione dei big data. “Ci siamo ispirati al paradigma adottato da Apple con iPad e iPhone nel mercato consumer, per offrire anche nel mondo business una soluzione hardware e software semplice, integrata e capace di fare di tutto”.
La linea PureSystems è suddivisa in due famiglie PureFlex e PureApplication per soddisfare rispettivamente esigenze infrastrutturali o più ampie necessità applicative. La seconda famiglia, quindi, aggiunge alle caratteristiche della prima una dotazione software più completa per ottimizzare il deployment delle applicazioni.

Cosa c’è nella scatola
I PureSystems possono essere agevolmente costruiti partendo da una selezione di building blocks, a cominciare dai nodi di computazione Power 2S/4S o x86 e da quelli di storage V7000. C’è poi la management appliance e gli elementi di networking e di espansione per PCIe e storage aggiuntivo.
Il sistema integra IBMSmartCloud che nei PureFlex permette una riduzione di tempo e costo di gestione di un’infrastruttura cloud che Ibm stima del 55%, mentre con i PureApplication si aggiunge un completo sistema di deployment delle app in ambiente cloud reso incredibilmente semplice da un sistema basato su pattern.
Complete soluzioni di configurazione possono infatti essere messe a disposizione da Ibm o dai business partner sotto forma di App, scaricabili da un App store dedicato. Anche gli utenti finali dei PureSystem potranno creare i propri pattern, per esempio per rendere immediata la riconfigurazione di sistemi posizionati in diverse filiali, oppure per trasformarsi essi stessi in fornitori di soluzioni per PureSystem.
Ibm ha già ottenuto la collaborazione di più di 100 Independent Software Vendor (ISV) per offrire applicazioni certificate “IBM PureSystems Ready”. Il catalogo online di Pattern ISV di PureSystems semplifica radicalmente il modo di adottare e gestire le applicazioni. Ad esempio, un programma di Customer Relationship Management che richiedeva tre giorni per il rilascio ora può essere installato in meno di un’ora.