CA Lisa e il nuovo mercato della service virtualization

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CA Technologies mette a punto la strategia su Lisa, l’innovativa piattaforma che crea ambienti virtuali automatizzati per il test e lo sviluppo di applicazioni, anche in cloud, aprendo di fatto un mercato tutto nuovo

Itko è un’azienda texana di cui Ca Technologies ha completato l’acquisizione nel 2011 per 330 milioni di dollari. Ad averla resa interessante per il colosso del software è stata la piattaforma Lisa, un’innovativa soluzione di service virtualization dedicata allo sviluppo software, capace di creare ambienti di test che simulano qualsiasi condizione di impiego.

In pochi anni Lisa ha saputo conquistare 5 delle prime banche commerciali e 5 delle prime società di telecomunicazioni presenti nella classifica Fortune 500, e i prospect che riguardano la sua diffusione sono estremamente incoraggianti.

La piattaforma si occupa di virtualizzare i servizi necessari alle applicazioni, simulando il loro comportamento dinamico, i loro dati e le loro prestazioni. Lisa è una soluzione end-to-end che fornisce l’automazione per tutti i tipi di collaudo: test di unità, funzionali, d’integrazione, di regressione, di carico e di prestazioni. Consente anche di identificare anomalie e difetti delle applicazioni senza richiedere interventi manuali.

 

Lo scorso giugno Ca Technologies ha commissionato a Coleman Parkes una ricerca sull’interesse suscitato dalla service virtualization, che è una tecnologia nuova con un mercato ancora in via di definizione, per capire fino a che punto questa soluzione andava a cogliere esigenze presenti nella media e grande industria.

Secondo l’indagine, svolta in Italia presso aziende di medie e grandi dimensioni, i responsabili It sanno che la virtualizzazione dei servizi può aiutare ad accelerare i tempi di sviluppo dei progetti e a migliorare la qualità delle applicazioni.
Le aziende puntano così a evitare di investire in costose infrastrutture hardware, creando ambienti virtuali adatti a simulare anche situazioni tipiche delle applicazioni cloud.

Contestualmente sono state realizzate analoghe inchieste in Germania, Uk e Francia e abbiamo chiesto a Gabriele Provinciali, Senior Principal Consultant di CA Technologies Italia, quali differenze ci sono nella percezione di questa nuova tecnologia tra il nostro Paese e il resto d’Europa.
“I problemi legati all’impatto sul ciclo produttivo del software della virtualizzazione dei servizi nell’ambito delle industrie medio-grandi sono identici in tutta Europa, mentre le aspettative variano un po’. In Italia l’esigenza più forte riguarda il contenimento dei costi, mentre nelle altre country considerate la prima voce riguardava la ricerca di una migliore experience per l’utente delle applicazioni sviluppate.”

“I benefici dell’adozione di CA Lisa sono di tipo quantitativo e qualitativo. Certamente consente una riduzione di costi di infrastruttura, ma anche tempi di rollout minori. Alcune banche hanno addirittura il core banking esternalizzato, così come esternalizzano anche molti provider di telecomunicazioni, con una gestione in leasing con canone a tempo o addirittura su base transazionale. In questi casi determinate categorie di collaudi di software, come quelli prestazionali, non possono essere effettuati senza sostenere costi enormi. La riduzione dei costi di clienti che non risiedono presso i propri datacenter è quindi una voce di sicuro interesse a livello quantitativo.
Lisa consente comunque di combinare il risparmio di tempi e costi con innegabili vantaggi sulla qualità del software prodotto.”

Indicativamente, secondo Provinciali, si può arrivare al 40% di risparmio sui tempi di rollout. Questo risultato dipende molto dal raffinamento delle filiere dei processi di sviluppo, ma anche dal livello di automazione raggiungibile. Anche perché le aziende clienti si stanno trasformando da semplici sviluppatori in sviluppatori e assemblatori.

Lisa non si rivolge però solo alle grandi aziende. Pur essendo per l’80% interessante per il settore finance, e in particolare per le banche, i vantaggi della sua applicazione toccano in maggior misura chi fa dello sviluppo di applicazioni un elemento chiave della propria attività, valutabile più che con le dimensioni dell’azienda e il suo settore di appartenenza, con il parametro del numero di software per anno rilasciati.