I MDM di nuova generazione di Quest

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L’obiettivo è ottimizzare la produttività degli utenti grazie alla filosofia “Bring Your Own Device” applicata nel contesto professionale, ovvero integrando direttamente i nuovi dispositivi sulle piattaforme di gestione esistenti che contengono i dati degli utenti

Quest Software è un’azienda che si occupa della gestione di database, di data protection e access management, monitoring, user workspace management e anche Windows management. A queste attività la società, che vanta oltre 100 mila clienti, ha aggiunto competenze a sostegno di iniziative “Bring Your Own Device” (BYOD). Ovvero di strumenti di Mobile Device Management (MDM) di nuova generazione, dice Alessio Lo Turco, responsabile prevendita Italia di Quest Software: “Gli strumenti MDM tradizionali supportano i dipartimenti IT nel controllo dei dispositivi che accedono al network, ma non hanno la capacità di integrare l’inventory hardware e software in un unico database e in una console, rispondendo dunque efficacemente alla richiesta dei diversi uffici virtuali e delle esigenze sempre nuove degli utenti. Da questa consapevolezza nasce la nuova offerta Quest, che propone nuove soluzioni nell’ambito della strategia di User Workspace Management, al fine di consentire alle aziende di gestire senza interruzioni dispositivi, dati e applicazioni, siano essi Microsoft (di cui Quest è storicamente un parter importante) o non tradizionali”.

 

Le soluzioni QMX
Quest Software porta il proprio supporto su dispositivi Android, iPad, iPhone e anche Mac grazie alle nuove soluzioni Quest Management Xtensions (QMX), che estendono le capacità di Microsoft System Center Configuration Manager a più di 120 piattaforme non-Microsoft. In Italia sono due le organizzazioni che si avvalgono di queste soluzioni al momento ma Lo Turco vede delle buone prospettive perché grazie anche all’integrazione diretta nel System Center Configuration Manager (SCCM), le soluzioni QMX consentono alle aziende di accelerare l’accesso ai dati sfruttando un singolo punto di accesso per semplificare la gestione e la sicurezza.
“L’estensione QMX per iOS –  precisa Lo Turco – incorpora le funzionalità più richieste, tra cui un controllo più dettagliato e caratteristiche di gestione per l’inventory, la reportistica e la distribuzione di applicazioni e aggiornamenti a questi dispositivi, che garantiscano la sicurezza dell’azienda tramite una chiave selettiva e funzionalità di cancellazione in caso di perdita del dispositivi. Con l’estensione QMX per Mac, gli amministratori possono utilizzare la standardizzazione e la prontezza del network in Microsoft System Center Configuration Manager per implementare immagini aziendali su uno o più laptop Mac e PowerBooks. Questo permette inoltre ai dipartimenti IT di recuperare un dispositivo che l’utente finale ha irrimediabilmente danneggiato”.

 

La società si occupa anche di virtualizzazione. “Per i desktop virtuali, aggiunge ancora Lo Turco, offriamo vWorkspace Connector per Android, Connector per iPad 1.2 e Connector per Mac OS X, le cui ultime versioni migliorano le performance e la stabilità. Queste offerte supportano le aziende nell’ambito delle iniziative BYOD, portando il ramo di attività delle applicazioni Windows ai dispositivi tablet. L’integrazione diretta e sicura abbatte le barriere per la gestione dei dispositivi mobili, mettendo a disposizione uno spazio lavorativo estremamente dinamico, accessibile dagli utenti quando e dove lo desiderano, nel rispetto degli standard di sicurezza richiesti dalle aziende”.

 

Troppa carne al fuoco?
La sensazione è forse che mettendo troppa carne al fuoco Quest rischia di perdere di vista qualcosa. Tuttavia il gioco vale la candela: i dipartimenti IT stanno riscontrando come il metodo vecchio e limitato di integrare dispositivi non tradizionali come Android, iPhone, iPad e MacBook in un sistema primariamente Microsoft non aggiunga altro che complessità. La società si è resa conto che per gestire questi dispositivi senza interruzioni, in modo efficiente e sicuro, è necessario integrarli direttamente sulle piattaforme di gestione esistenti che contengono i dati degli utenti, grazie a strumenti QMX nuovi e aggiornati.