Il mercato dei server in altalena

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Resi pubblici i dati di mercato di Idc sull’andamento del mercato dei server in Europa nel Q2 2012. La crisi economica sembra avere effetti maggiori che in altri paesi. Il calo delle vendite in Europa è più accentuato che nelle due regioni Asia/pacifico e Stati Uniti

Il 2012 era iniziato per il mercato hardware dei server con le previsioni più rosee. A fare da traino ( un aumento del 25% rispetto al 2011 con 875,000 unità vendute) avrebbero dovuto essere i server utilizzati per le soluzioni in cloud come conseguenza dei successi di aziende come Apple, Amazon, Google e altri big player. Mentre non ci sono dubbi che il numero dei server dedicati ai servizi cloud per le molte piattaforme di personal computing oggi in uso (smartphone, tablet, laptop e desktop) continuerà a crescere, la prima metà dell’anno deve fare i conti con un calo di vendite, in percentuali diverse, a livello internazionale e soprattutto europeo.

 

Il report di IDC

A fine maggio a raffreddare gli entusiasmi ci ha pensato IDC con il suo report trimestrale sul primo trimestre 2012 che ha registrato il calo del 2,4% a livello globale rispetto all’anno precedente nonostante un volume delle vendite che ha registrato una crescita del 2,7% con 2 milioni di unità vendute. A calare sono stati soprattutto i sistemi midrange e di fascia alta (-11,2 e -10,2% rispettivamente). Un calo fisiologico dovuto all’introduzione da parte dei fornitori di nuovi sistemi x86 ma anche ai cicli di aggiornamento tecnologico allungatisi per via della crisi economica e delle crescenti difficoltà finanziarie delle aziende. Il calo è stato più vistoso in Europa e quasi nullo negli USA ma a preoccupare di più è stato il fatturato calato nella regione Asia/Pacifico, un calo che ha riguardato anche la Cina. Nel Q1 2012 a dominare il market share è stata HP con il 29,3% del fatturato complessivo ma con il 9,8% in meno rispetto ad un anno prima a causa di una domanda limitata di server ProLiant x86 e una debolezza mostrata con i server Itanium-based Integrity. Dietro HP si è collocata IBM con il 27,3% di share ma un 7,3% di calo rispetto al Q1 2011. Dell ha mantenuto la terza posizione con il 15,6% di share e un calo di solo il 2%. Oracle al quarto posto con un 6,1% di share e un calo del 7,3%. Ultima Fujitsu con un 5,2% e una crescita del 7,3%.

 

 

Giù Unix, su Linux  

A fine agosto i dati IDC relativi al secondo trimestre 2012 hanno confermato il grande gelo del Q1. Il nuovo report ha confermato il declino registrato nel Q1 con un calo, a livello mondiale, del -4,8%, il terzo trimestre negativo consecutivo, una sequenza temporale che non succedeva dal Q3 2009. Secondo IDC il calo dipende in massima parte dalla grande domanda che si è esercitata nel 20102011 e ha colpito maggiormente i sistemi midrange (-11,2%) e quelli di fascia alta (-7,6%). Il calo ha interessato i server Unix (-20,3%) e non-x86 (-18.4%). A crescere, con numeri non entusiasmanti, sono stati i server Linux (+1,7%) e i server Microsoft Windows ( +0,3%). Cresce il fatturato complessivo dei server x86 ( +3,5%) e dei server blade (+6,3% di fatturato e +4,1% di unità vendute). Il calo consecutivo nei tre trimestri a seguire hanno ridisegnato il panorama dei produttori con IBM (-8,2%) e HP (-5,0%) ravvicinati da un 29% di share, Dell in terza posizione con un aumento di share del 5,9%, seguito da Oracle e Fujitsu.

 

 

Le difficoltà non sono finite 

La conferma definitiva di un anno in salita è venuta dal report di Gartner Group sull’andamento del mercato server in Europa nel secondo trimestre 2012. Le stime di confronto a livello globale sono per Gartner leggermente migliori rispetto a quelle di IDC ( -2,9% rispetto al 4,8%) ma molto negative per l’Europa in piena crisi ecoomica. Il calo europeo è consistente per un totale di 585.000 unità vendute ( -4,4%) e un fatturato di 3,3 miliardi di dollari ( -11,6% rispetto al Q2 2011). Anche in Europa, Dell è l’unica azienda che continua a crescere. Gi altri produttori mantengono le posizioni ma con percentuali di unità vendute e valore di fatturato in calo. Il calo più rilevante in Europa ha toccato i server di fascia alta (-37,2% per mainframe non x86) e RISC/Itanium Unix ( -25,1%). A ridimensionare il valore medio ci hanno pensato i server x86 con un calo minimo del 2,9%.
Con questi risultati nei due trimestri iniziali, difficile ipotizzare un cambio di rotta e facile invece prevedere un altro anno di sofferenza sia per i produttori (con alterne fortune) che per le aziende che hanno necessità di un aggiornamento tecnologico ma non possono farlo a causa della crisi economica e finanziaria in corso.