Windows Server 2012, uno per tutti

240

Presentato anche in Italia il nuovo Windows Server 2012, progettato per essere il centro di sistemi cloud ibridi e con una rinnovata gestione dello storage

Microsoft Server 2012 sta arrivando anche da noi e sarà il centro della strategia Microsoft per la diffusione di Azure e l’integrazione di soluzioni cloud anche ibride e complesse.

I miglioramenti introdotti toccano tutti gli aspetti del sistema operativo, a partire da Hyper-V, che promette di porre la piattaforma di virtualizzazione di Microsoft in concorrenza con le soluzioni VMware. Grandi novità riguardano anche la gestione dello storage, che rappresenta una svolta significativa rispetto alle precedenti versioni di Windows Server.
 

Nato per il cloud

Sarà il primo sistema operativo Microsoft per data center ibridi, ossia per quelli costituiti da un mix di sistemi locali e remoti in proporzione variabile a seconda delle esigenze di budget ed elaborative degli utenti. Una trasformazione che Microsoft ritiene inevitabile e opportuna per aumentare la flessibilità dell’IT e che si tradurrà nella libertà di spostare dati e applicazioni da un sistema server all’altro, da un cabinet gestito in proprio al centro IT di un fornitore esterno oppure al cloud globale Azure della stessa Microsoft.

La piattaforma Hybrid Cloud di Microsoft avrà quindi al suo cuore Windows Server 2012 (evoluzione della precedente versione 2008) assieme a SQL Server 2012, per la gestione dei dati, a Visual Studio 2012, per lo sviluppo del software oltre a un corollario di risorse online accessibili mediante sottoscrizione per backup, gestione identità, e altro.

La virtualizzazione embedded
Con il nuovo Server, Microsoft te punta decisamente a recuperare terreno su VMware nel campo della virtualizzazione, anche nel caso di ambienti applicativi eterogenei che usano insieme task Windows, Linux e Unix.

Secondo Luca Venturelli, direttore della Divisione Server & Cloud di Microsoft Italia, Hyper-V si posiziona come soluzione di virtualizzazione più potente sul mercato, capace di supportare istanze fino a 64 processori, 1TB di memoria e 8.000 macchine virtuali per singolo cluster. È significativo il fatto che il nuovo sistema Microsoft supporti il protocollo VDX che consente di alleggerire i compiti dei server facendo l’offloading di alcuni task sulle reti di storage (San). La funzionalità Shared Nothing Live Migration rende possibile spostare una macchina virtuale tra due nodi, senza la necessità di storage dedicato – precisa Venturelli -. Con Hyper-V Replica, il sistema operativo può fare invece la replica geografica asincrona di due data center” Per quanto riguarda l’integrazione di ambienti ibridi è significativo l’annuncio di un nuovo sistema di sincronizzazione in Azure (la piattaforma cloud di Microsoft) per rendere del tutto uguale l’esperienza d’uso degli utenti sia che l’applicazione giri localmente sia su cloud.

 

I rischi della migrazione
Per quanto riguarda la migrazione, Venturelli nega l’esistenza di problemi particolari “Il sistema è in grado di accogliere le applicazioni che oggi girano su Windows Server 2008 o anche 2003, sia in modalità nativa che virtualizzata. Il vantaggio sta nel fatto che una volta fatta la migrazione di un primo nucleo è possibile replicare l’infrastruttura su altri siti in molto più veloce e automatizzato del passato.”  La natura ibrida del sistema aggiunge ulteriori possibilità: “Sfruttare Azure come polmone o area temporanea per il refresh dell’hardware, supportare temporaneamente i prototipi di applicazioni. Attraverso il System Center è comunque possibile usare i cloud di terze parti”.

 

I cambiamenti più importanti nello storage

La gestione dello storage è tra le più rivoluzionete in Windows Server 2012. Una delle innovazioni più pratiche e interessanti in Windows Server 2012 riguarda la praticità d’uso della utility Chkdsk. Nella versione 2012 Chkdsk è stato diviso in due parti. Una di scansione del disco in background mentre il volume è sempre online, la seconda parte provvede a trasferire offline il volume mentre esegue la soluzione dei problemi identificati durante la scansione.

Un importante miglioramento dello storage ai fini della virtualizzazione è il nuovo formato virtuale VHDX cheestende lain misura significativa  dimensione dei Virtual Hard Disk (VHD) fornendo a questi supporto fino a 16TB. Le versioni precedenti del formato VHD erano limitate a 2TB.

Windows Server 2012 integra una SAN con la nuova tecnologia ODX, in grado di fornire significativi miglioramenti di performance. Anche il nuovo protocollo Server Message Block 2.2 rappresenta uno dei cambiamenti significativi di Windows Server 2012 con la feature SMB Multichannel che consente molteplici connessioni TCP sui NIC multipli per una singola sessione SMB. SMB Transparent Failover migliora poi il clustering: se interviene un problema hardware o software su un nodo del cluster, tutti i client SMB possono riconnettersi in modo trasparente a un altro nodo del cluster senza downtime.

Il Thin provisioning è poi una feature di Windows Storage Server che si è finalmente integrata con Windows Server. Ottimizza l’utilizzo dello storage valorizzando spazi non usati. Windows Server 2012 permette allo storage di essere allocato con logiche just-in-time.

 

Quando arriva in Italia

Pur non avendo fissato la data di rilascio definitiva, Microsoft prevede di rendere disponibile Windows Server 2012 entro il prossimo mese di dicembre. Non è al momento chiaro se i package del sistema conterranno componenti “base” di servizi cloud immediatamente utilizzabili, almeno per le esigenze dalle piccole aziende. I responsabili Microsoft confermano che dal System Center sarà possibile sottoscrivere i servizi cloud che occorrono, e attivarli nel momento del bisogno.
Tra gli early adopter di Windows Server 2012 in Italia ci sono Telecom Italia e Pirelli Servizi Informativi che hanno partecipato come testimonial del lancio internazionale. In totale, nel nostro Paese starebbero lavorando sulla nuova piattaforma circa 250 aziende tra clienti finali e service provider. HP e Dell sono i primi fornitori hardware ad affiancare Microsoft nel lancio del nuovo sistema operativo, assieme a Telecom Italia, come primo service provider. Cluster Reply, presente all’evento di Milano, ha annunciato di aver portato nell’ambiente ibrido Microsoft la propria piattaforma di social networking aziendale TamTamy, integrata con sharePoint. Reply inoltre affiancherà Microsoft nei progetti di rinnovamento delle infrastrutture IT di grandi aziende italiane basati su Cloud OS.