Sotto controllo il Risk Management di Banco Popolare

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La soluzione QlikView applicata alla gestione del rischio di Banco Popolare consente analisi quasi real-time, riducendo gli errori operativi. Il progetto prosegue con il coinvolgimento di Microsoft

Con l’insieme dei provvedimenti approvati dall’Unione Europea, il Risk Management e tutte le soluzioni di governance rivestono un ruolo strategico per l’evoluzione del settore bancario. “Oggi – spiega Massimo San Giuseppe, CEO di QlikView Italy – le banche operano in un ambiente normativo complesso: la compliance è un obbligo e per poterlo assolvere al meglio devono dotarsi di soluzioni estremamente innovative e in grado di garantire visibilità e controllo su tutti la gestione dei flussi di dati”. “Con la nostra innovativa tecnologia Business Discovery di QlikView – continua San Giuseppe – le organizzazioni bancarie possono ora beneficiare di una conoscenza più approfondita dei fenomeni di business e dei cambiamenti in atto nel mercato, anche grazie ad una analisi dinamica e associativa per ottenere numerosi vantaggi in un’ottica di successo. Il progetto sviluppato per Banco Popolare ne è un esempio significativo”.
Banco Popolare aveva l’esigenza di una maggiore visibilità del rischio relativo alla gestione patrimoniale della banca, di assicurare il rispetto delle normative di settore e di offrire agli utenti delle analisi approfondite su dati fondati. Con QlikView i responsabili del Risk Management di Banco Popolare possono ora visualizzare ogni mattina un cruscotto aggiornato e analizzare le misure sintetiche dei rischi praticamente in real-time, evitando così le perdite dovute a errori operativi del controllo del rischio.

“La sempre maggiore incombenza normativa, come il passaggio da Basilea 1 a Basilea 3, ha portato negli ultimi 4-5 anni il Banco Popolare a investire molto nel potenziamento delle risorse professionali dedicate alla gestione del Risk Management”, spiega Michele Bonollo, Responsabile Applicazioni Rischio e Controllo, SGS Banco Popolare. “Anche solo riferendosi ai cosiddetti rischi di primo pilastro, quindi rischi finanziari, di credito e operativi, questi fanno riferimento a diverse normative, metodologie, processi di verifica e reporting. Ne consegue un’eterogeneità di architetture per ottimizzare le esigenze computazionali, di reporting, storage e tracciabilità di dati e informazioni.  SGS – prosegue Bonollo – ha intrapreso da alcuni anni un percorso di innovazione, evolvendo sempre più verso architetture dipartimentali, con uso rilevante degli strumenti di business intelligence per gli strati di calcolo, drill down e reporting. Tutto questa sta accadendo seguendo un disegno unitario, che dai sistemi di misura del rischio in senso stretto si sviluppa verso sistemi di riconciliazione, data quality e governo”.

 

Una cinquantina le licenze
Attualmente in Banco Popolare sono attive una cinquantina di licenze QlikView, mentre 12 sono gli utenti impiegati sul progetto di Risk Management, tutti appartenenti alla
divisione Servizi Rischi e Capitale – area Risk Management. Il cruscotto principale fornisce misure
sintetiche dei rischi, mentre i numerosi sottocruscotti offrono dettagli su specifici argomenti.
All’interno del team di utenti SGS della soluzione, i più esperti a livello informatico hanno richiesto un training ad hoc per essere messi in grado di sfruttare tutte le potenzialità di QlikView e di sviluppare autonomamente piccole applicazioni ulteriori. I riscontri ci dicono che l’innovazione ha riscontrato complessivamente un diffuso apprezzamento da parte dello staff. Ma il Banco non pare pago dei risultati ottenuti e vuole insistere sul tema: ha infatti deciso di dotarsi di un sistema di “Global Risk”, volto a supportare i processi di verifica di adeguatezza patrimoniale, di monitoraggio integrato dei rischi (Tableau de Bord) e di pianificazione degli stessi anche in condizioni di stress. Il nuovo progetto ha già visto l’implemen-tazione di un primo prototipo basato su tecnologia Microsoft e QlikView attraverso il quale sono state effettuate analisi preliminari rilevatesi utili per l’individuazione dell’approccio progettuale definitivo.
Secondo i dati dell’ Osservatorio Business Intelligence 2011 della School of Management Politecnico di Milano gli investimenti nella BI nel 2011 hanno registrato un incremento medio superiore al 7% rispetto al biennio 2009-2010: nel triennio 2012-2015 si ipotizza un 8%, a conferma che gli investimenti nei sistemi di business continuano a risultare superiori alla media degli investimenti complessivi in Ict.