Park Tutor: la tecnologia in difesa della sosta dei disabili

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Sirti e il Comune di Palmi hanno proposto un’interessante soluzione tecnologica georeferenziata e centralizzata tramite portale web, che permette di salvaguardare i parcheggi per i disabili, troppo spesso occupati abusivamente.

Grazie a ParkTutor sarà forse possibile porre fine all’occupazione abusiva e spesso incivile dei parcheggi riservati alle persone diversamente abili. L’innovativa tecnologia è stata sviluppata da Park Busy, azienda oggi partner di Sirti, con lo scopo di scoraggiare tutti coloro che piazzano la propria auto nei parcheggi per disabili, senza essere titolari del contrassegno. Palmi è stato il primo Comune a sperimentare il progetto, e ad oggi, può vantare una quindicina di installazioni. I Park Tutor per la gestione dei posteggi riservati ai disabili, che in Italia sono circa 800.000, sono in corso di sperimentazione anche a Milano, Torino, Alessandria, Padova, Ficarazzi (PA) e Roma.

 

A questo link avrete la possibilità di visionare la demo dimostrativa della tecnologia.

 

Park Tutor e i suoi vantaggi

Si tratta di una soluzione tecnologica completa che può essere impiegata per offrire alle municipalità uno strumento per la gestione di aree di sosta secondo logiche programmabili in base allo scenario di impiego. Cosa può fare Park Tutor in concreto? Verificare lo stato di occupazione di un’area di sosta da parte di un veicolo. Riconoscere un utente abilitato alla sosta, garantendo il pieno rispetto delle leggi sulla privacy. Rilasciare l’autorizzazione a sostare. Segnalare alle autorità i casi di abuso su una console di controllo accessibile via web in modalità desktop o mobile. Monitorare e storicizzare il tasso di utilizzo delle aree di sosta. Ed infine visualizzare in tempo reale lo stato delle aree di sosta in gestione in modalità georeferenziata tramite portale web.

 

Park Tutor dispone di quattro componenti: una centralina di controllo adeguatamente protetta da atti di vandalismo, che viene collocata nei pressi delle aree di sosta (una centralina per ogni area, ossia posto veicolo), un sensore interrato nell’area da monitorare; un badge attivo che permette all’utente di autenticarsi al sistema e richiedere l’autorizzazione a sostare; una piattaforma web in grado di comunicare con le aree di sosta monitorate e rilasciare le autorizzazioni a sostare secondo i criteri definiti dal gestore.

 

 

Anche Sirti ha riscontrato molteplici vantaggi osservando il sistema in funzionamento: aumento del controllo sugli utilizzatori effettivi delle aree di sosta; supporto alle forze dell’ordine nelle operazioni di localizzazione e sanzionamento degli abusi; aumento delle revenue derivanti dalle sanzioni per abuso; riduzione progressiva del fenomeno dell’abusivismo; contrasto efficace al mercato delle autorizzazioni falsificate; gestione geolocalizzata delle aree di sosta ; aumento del livello di gradimento dei servizi per il cittadino; diminuzione delle emissioni di CO2.

 

La nostra soluzione – osserva Urbano Mimmo, Responsabile Business Development – presenta alcune peculiarità, quali l’essere in linea con le iniziative Smart City e Smart Mobility, rispettare appieno le normative sulla privacy, garantire consumi energetici contenuti e bassa richiesta di manutenzione, nonché assicurare un’estrema flessibilità in differenti ambiti di impiego e integrabilità con altre soluzioni esistenti.”

 

Il mercato certamente non manca: “In Italia i soli posteggi per disabili sono circa 800.000 – valuta Marco Gaeta, Cio di Sirti – e quotidianamente migliaia di questi sono occupati abusivamente da cittadini che non hanno diritto alla sosta. Abbiamo investito molto, insieme al nostro partner tecnologico, per perfezionare una tecnologia in grado di risolvere questo annoso problema e, oggi, il Park Tutor si propone come alleato delle amministrazioni comunali in questa importante battaglia di civiltà”.

 

Secondo Gaeta il Park Tutor ha già attirato l’attenzione di numerose Amministrazioni Comunali. “A breve, confidiamo di poter annunciare la chiusura di importanti contratti”. Chi paga? È il punto più delicato di questi test. Pare che la formula attualmente funzionante al meglio sia quella della partnership tra pubblico e privatoIl nostro obiettivo più immediato, – conclude il Cio di Sirti – è creare una forte base di installazioni, dopo di che l’investimento dovrebbe ripagare da sé, per la legge dell’economia di scala”.