È italiano il supercomputer più efficiente al mondo

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Acceleratori Nvidia e un’inedita tecnologia di raffreddamento a liquido hanno permesso a Eurora di scalare la classifica degli Hpc più “green”

Il consumo energetico nell’era del cloud e della concentrazione delle risorse di calcolo in aree ad altissima densità, è un elemento primario nella valutazione di un sistema.
In questa ricorsa assume particolare importanza la classifica dei Green500 che mette in competizione l’efficienza energetica dei più potenti supercomputer alla ricerca del miglior equilibrio tra potenza di elaborazione, consumo e generazione di calore.

 

Per questo è particolarmente interessante la notizia che a scalare la classifica internazionale questa volta potrebbe essere un prodotto italiano, che si è dimostrato in grado di battere ogni record.
Eurora è un Hpc realizzato da Eurotech, azienda italiana di respiro internazionale con sede centrale in Friuli Venezia-Giulia, specializzata in progettazione di sistemi di elaborazione ad alte prestazioni.
Il supercomputer opera presso il data center Cineca di Bologna ed è alimentato da 128 Cpu Intel Xeon E5-2687W da 8 core e altrettanti acceleratori Nvidia Tesla K20.
Per il tipo di calcolo di cui dovrà occuparsi Eurora le Gpu Nvidia Tesla, basate sulla piattaforma di calcolo parallelo Nvidia Cuda, sono infatti più efficienti delle tradizionali Cpu. L’efficienza energetica complessiva è ottenuta attraverso un sistema di raffreddamento ad acqua Aurora Hot Water Cooling, che rende superfluo l’uso di sistemi di condizionamento anche nei periodi più caldi dell’anno. Il sistema è l’evoluzione di un prototipo sviluppato nel 2007 e consente di scendere a un livello di Pue (Power usage effectiveness) di 1,05.
Il sistema lavora con acqua a 50°C, il che consente il funzionamento in qualsiasi condizione climatica ed è molto silenzioso, poiché il rumore di ventole di raffreddamento è sostituito dallo scorrere dell’acqua nelle heat pipe. Il contatto diretto dei componenti con il liquido di raffreddamento elimina il rischio di hot spot, consentendo una ripartizione omogenea del calore. Inoltre l’energia termica raccolta dal sistema di raffreddamento può essere riutilizzata per riscaldare ambienti o per generare energia elettrica.

Il sistema Eurora, che è una versione sperimentale dell’Hpc commerciale Aurora Tigon, verrà messo a disposizione dei ricercatori italiani ed europei in ambiti come la scienza dei materiali, l’astrofisica e le scienze della Terra.