Buyonz: aria nuova per l’ecommerce italiano nel mondo

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Nata poco più di un anno fa come startup da imprenditori italiani con la vista lunga, Buyonz può già insegnare a molte imprese “old style” del nostro Paese come si fa un ecommerce di successo a 360 gradi. Un approccio che si traduce nell’operare come un service completo e allo stesso tempo rivolgersi direttamente ai consumatori, offrendo soluzioni per tutti.

In pochi mesi Buyonz è stata in grado di aiutare aziende artigiane a moltiplicare i propri risultati esportando fuori dai confini nazionali, di attivare inedite mescolanze tra editoria specializzata ed ecommerce, di supportare grandi firme della moda nella gestione dell’invenduto e di creare tre siti di vendita diretta e un club acquisti con negozi fisici che diventano anche punti di ritiro per gli ordini online.

Ne abbiamo parlato con Fabrizio Albergati, che dopo una vita in Microsoft Italia, ha fondato Buyonz insieme a Roberto Addeo e Paolo Chiaramida.

Nell’ottica di cavalcare ogni lato dell’onda dell’ecommerce, a Buyonz non potevano mancare le vendite private, che malgrado la concorrenza di numerosi player non smettono di crescere. Per Albergati “Le vendite private rappresentano tutte le sfumature di rapporto commerciale che ci sono nel mondo reale, per questo creano continuamente nuove opportunità.” Ma qual’è il segreto per riuscire a vendere online, partendo da un Paese in cui passano dalla rete un settimo dei prodotti fisici venduti ad esempio in Germania?

“Quando parlavi con una web agency ti proponeva sempre prima di tutto di fare un sito di ecommerce. Oggi sappiamo che quando si realizza il sito, non si è nemmeno all’inizio del percorso, a meno che il tuo brand non sia già famosissimo. Quello che gli imprenditori spesso non considerano è che l’ecommerce è tutt’altro che veloce. Porta con sé un legame fisiologico tra le vendite che puoi realizzare e la tua capacità di catturare audience.” Gli aggregatori come Buyonz devono quindi realizzare numeri importanti se vogliono soddisfare i fornitori, attirando sempre più visitatori sul sito e organizzando vendite capaci di interessarli. Un gioco costoso che richiede competenza e continuità per ottenere risultati sempre in crescita. “A meno che non ci si voglia limitare a un’attività online del tutto marginale rispetto al proprio business, l’investimento nell’ecommerce deve essere importante, poiché portare gente sul sito costa sempre di più. Altrimenti si sta solo offrendo un servizio aggiuntivo alla propria clientela tradizionale, senza raggiungere nuovi utenti.” Poi c’è il capitolo sulla misurabilità di Internet. Per Albergati il fatto di poter analizzare ogni dettaglio delle iniziative promosse sulla rete può essere un’arma a doppio taglio e guidare investimenti importanti sulla base di analisi di singoli eventi può essere pericoloso.

Service e distributore 

Il magazzino di Buyonz sul retro dello store di Cernusco SN

Buyonz opera in due modalità: come distributore di marchi nazionali o come consulente e fornitore di servizi in outsourcing. Nel primo caso, attraverso AZ Distribution, agisce come distributore a valore aggiunto offrendo marchi importanti ai maggiori siti di vendita privata online italiani e internazionali, in 20 paesi, consentendo così ai fornitori di raggiungere oltre 130 milioni di consumatori online in tutto il mondo. AZ Distribution ricerca e seleziona i brand da esportare online, affiancandoli in tutti i passi fondamentali e dotandoli di tutti gli strumenti indispensabili, offrendo persino il servizio fotografico per i prodotti, la loro classificazione e descrizione , in modo da fornire ai partner una soluzione “ready to web”. AZ Distribution nei primi dieci mesi di attività nel 2011 ha registrato un fatturato di circa 1,2 milioni di euro, mentre i dati del 2012 parlano di una crescita di oltre il 50%.

Nel secondo caso, con Buyonz Service, offre consulenza e servizi a valore aggiunto, aiutando le aziende ad avviare le attività commerciali online, affermare la propria presenza in Internet, servire i propri clienti e raggiungere nuovi mercati locali e internazionali. Il modello è il full-service, ossia l’offerta completa dei servizi necessari, dall’infrastruttura tecnologica all’amministrazione, dal customer care alla logistica fino al marketing, garantendo ai clienti l’ottimizzazione dei costi.Oltre all’attività Business-to-Business, Buyonz è impegnato anche sul fronte consumer con siti e-commerce di vendita diretta, con i modelli più attuali: vendite private a evento, vendita a catalogo e couponing. Sono siti specializzati in settori verticali, che propongono prodotti delle migliori marche a prezzi scontati: mykidz.it, mybrandz.it e casatutto.com.

 

Pensare in grande aiutando i piccoli

In ogni caso le aspirazioni di Buyonz non sono quelle di una piccola realtà. “Non abbiamo messo insieme le nostre esperienze per rimanere piccoli, siamo avviati a raggiungere una dimensione sufficiente a far sentire la nostra voce.”

Per crescere l’azienda punta molto sulle vendite private verticali. MyKidz al momento è la punta di diamante dell’offerta, mentre il futuro di MyBrandz è una specializzazione ancora maggiore verso il “lusso per tutti”, un settore che lo stesso Albergati definisce estremamente competitivo.

“La nostra struttura fa da ponte tra il mondo dell’online e il commercio tradizionale. Questo ci mette in una posizione privilegiata per imparare dai grandi brand come aiutare le realtà medie e piccole a uscire dal proprio territorio per competere con a livello internazionale”.

Come esempio Albergati cita le borse firmate Marina Galanti, che stanno vendendo con Buyonz in giro per il mondo. Un brand inizialmente poco conosciuto ma supportato da un concept originale, basato sul tema della ecosostenibilità, e da una qualità elevata. Proprio in questa ricerca di novità da proporre al mercato globale dell’ecommerce c’è la parte più stimolante dell’attività di Buyonz. Una ricerca che vede nell’Italia un serbatoio inesauribile di prodotti interessanti, innovativi e semi sconosciuti.

Ma questo può significare anche scontrarsi con le difficoltà di produttori piccoli o piccolissimi. “Il piccolissimo produttore artigianale può effettivamente essere difficile da gestire per la difficoltà oggettiva a tener dietro alle richieste. Ma con i produttori piccoli e medi basta scegliere le modalità di posizionamento più adatte. La nostra forza è la conoscenza del mercato. Chiediamo ai nostri partner l’esclusiva ma ci impegniamo a supportare il prodotto sostenendo i costi necessari, comprese le fotografia. Con l’esperienza acquisita ci basta vedere il prezzo e il prodotto per valutare il posizionamento ottimale.” Questo know how è fondamentale anche per non tenere bloccato inutilmente uno stock nel magazzino del fornitore in attesa di una vendita che potrebbe non raggiungere i numeri preventivati.

Il ruolo dei social network e dei contenuti

Uno dei punti più innovativi della strategia Buyonz è il riconoscimento del valore dei contenuti, intesi come metodo per attrarre visitatori. Affiliazioni con siti editoriali verticali da legare alle vendite, senza snaturarne l’indipendenza, rappresentano dunque una strada da percorrere. L’altra riguarda i social network. “Con Facebook i rapporti sono buoni e su di lui si orientano la maggior parte dei nostri investimenti in marketing. La nostra presenza su questo social netwok è bidirezionale, nel senso che l’abbiamo usato anche per fare sondaggi sui prodotti, pur sapendo che consente di coinvolgere solo una minoranza degli utenti realmente interessati all’acquisto. Tanto che i registrati provenienti da Facebook convertono meno dei registrati provenienti da altri canali. Fanno comunque volume e opinione, anche sotto forma di utili critiche, per cui è importante esserci.”

Intanto Buyonz con questa strategia cresce velocemente e ha scelto fin dall’inizio di condividere il suo successo con Orphan Aid. “Ogni due nuovi iscritti regaliamo un pasto, ne abbiamo già regalati 24 mila e ci siamo impegnati per altri 30 mila nel 2013.”