Come progettare il data center del futuro

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Mario Manfredoni, Country Manager di Juniper Networks Italia, analizza l’ondata di innovazione che i data center si troveranno presto ad affrontare e come l’automazione stia rapidamente diventando una tecnologia irrinunciabile per molti settori

A cura di Mario Manfredoni, Country Manager di Juniper Networks Italia

Guardando al futuro, l’auto senza pilota capace di portarvi da un punto A a un punto B alla semplice pressione di un tasto o con istruzioni vocali, che parcheggia da sola e non si perde, sembra più vicina che mai. Le prossime generazioni faticheranno a credere che una volta le persone dovevano guidare le proprie auto e non sapranno cosa sia l’eccesso di velocità dato che le auto driverless osserveranno scrupolosamente i limiti di velocità, anche se l’utente avrà fretta e le strillerà di velocizzarsi.

Un futuro di Internet delle Cose è ormai assodato: lavatrici, frigoriferi e, naturalmente, automobili.Il prossimo step? Per supportare le comunicazioni tra questi dispositivi, sono necessarie reti sempre più grandi, pervasive e complesse.

Tutto alla velocità del cloud

Anche oggi tutto ruota intorno allo sviluppo e alla generazione di un’esperienza utente di qualità, ma tutto sempre alla velocità del cloud. La necessità di innovare, costruire valore e rendere scalabili i servizi è divenuta un fattore cruciale per ogni organizzazione, soprattutto quando ci si scontra con la schiera di startup nate nel cloud che, nell’esplorare nuove strade, sottraggono mercato a business consolidati. Inevitabilmente, la quantità e la velocità dei dati necessari per supportare i nuovi servizi digitali ha un forte impatto sulle reti tradizionali. Scricchiolando sotto il peso dell’immane richiesta di banda e di risorse, i data center devono poter scalare, eseguire le operazioni più rapidamente – e in modo trasparente – ed essere in grado di anticipare i cambiamenti e adattarvicisi. E questa è una gran bella sfida.

Se è vero che i data center sono presenti tradizionalmente come backbone tecnologico e operativo in molte organizzazioni, lo è altrettanto che non tutte le reti sono nate uguali. Spesso costruite sovrapponendo diverse generazioni tecnologiche e aggiungendo un livello dopo l’altro di complessità operativa, le architetture di rete tradizionali tipicamente finiscono col vincolare le imprese in infrastrutture rigide, gestioni macchinose, strutture di costi disallineate e funzioni di sicurezza inadeguate e superate.

L’evoluzione del data center

Con la continua crescita del traffico dati – proveniente da device, altri sistemi e “utenti” – gli investimenti nei data center dovranno concentrarsi pesantemente su una nuova strategia di rete e su una riduzione dei costi mantenendo sempre una buona attenzione verso aumento di capacità, distribuzione e innovazione dei servizi. E questo è solo l’inizio. Il nuovo data center dovrà adattarsi, scalare ed evolvere per rispondere dinamicamente e rapidamente alle mutevoli condizioni del mercato.

Come progettare allora il data center del futuro? Ecco qui i quattro suggerimenti di Juniper Networks, leader nella tecnologia a supporto di reti automatizzate, scalabili e sicure.

1. Open. Con la migrazione delle aziende verso la virtualizzazione delle reti e il cloud, nessun fornitore potrà avere la soluzione completa e valida per tutti. Ma un ambiente aperto e multivendor è un esempio di come la comunità IT stia immettendo flessibilità e libertà di scelta proprio nel cuore della rete. Con tutti i cambiamenti a cui sono sottoposte le reti, un’infrastruttura aperta non solo offre le soluzioni migliori, ma permette anche di limitare i rischi, gestire le contingenze ed essere flessibile abbastanza per crescere ed evolvere con l’azienda.

2. Semplice. La promessa di una piattaforma virtualizzata e programmabile che porta automazione alla rete e che può essere adattata per gestire l’erogazione di servizi in tutti gli ambienti è un aspetto chiave per la riuscita di una strategia cloud. Le piattaforme cloud – altamente scalabili, sicure e pronte ad adattarsi ai bisogni dei clienti – possono garantire notevole agilità alle aziende e ai fornitori di servizi che operano in mercati sempre più competitivi. Applicazioni e servizi possono essere riconfigurati, reimplementati e distribuiti su hardware standard, con dispositivi virtuali programmati per costruire funzionalità self service automatizzate, alla velocità del cloud.

3. Agile. SDN (Software Defined Networking) è una tecnologia di rete che offre il mezzo per semplificare operazioni complesse mediante l’automazione. Sfruttando funzionalità di controllo via software per automatizzare funzioni fondamentali della rete, l’SDN può minimizzare o eliminare completamente alcune operazioni ad alta intensità di lavoro umano. Creando un’infrastruttura di rete agile è possibile rendere disponibili più rapidamente con pochi clic nuove applicazioni e nuovi servizi, in modo più efficiente e con meno rischi.

4. Sicura. Tutte le organizzazioni devono affrontare uno scenario di minacce in continua evoluzione nel quale la superficie esposta agli attacchi è sempre più vasta. Scegliere come e dove gestire la sicurezza nella rete risulta ancora più critico poiché le minacce esistono non solo all’esterno della rete ma molto probabilmente si trovano già all’interno. Il tradizionale metodo a castello basato sulla sicurezza perimetrale non è più sufficiente. Per affrontare le minacce nuove e sconosciute è necessario un approccio totalmente automatizzato che incorpori la sicurezza (fisica e virtuale) in tutta la rete e a tutti i livelli, non solo ai margini, e che possa adattarsi automaticamente alle nuove minacce.

Reti aperte, automatizzate, più solide, sicure e flessibili sembrano, dunque, una prerogativa imprescindibile del data center del futuro che deve consentire a Service Provider e aziende di poter abbracciare modelli di business interamente basati su soluzioni cloud e sulla virtualizzazione. Un modello basato sulla tecnologia SDN può fornire una strada efficace alla virtualizzazione e all’automazione delle reti ottimizzandone il rapporto costo-efficienza, la flessibilità e l’agilità.