Virtualization & Cloud Computing a braccetto

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L’IDC Conference di marzo ha rappresentato un appuntamento chiave per avere una visione esaustiva dello stato dell’arte

Il mercato dell’IT si mantiene tuttora flat, se non in flessione. Ma al suo interno alcune componenti vanno controcorrente. La virtualizzazione e il Cloud Computing sono due di queste. Di esse si è parlato in occasione dell’ultima Conference di IDC. Si ricorre alla virtualizzazione e al cloud, che poi sono due aspetti dello stesso concetto – ha spiegato Aldo Romano, group VP e General Manager South Europe IDC Emea – perché le aziende traggono un miglioramento di efficienza. Nelle aziende è in aumento il numero di macchine virtuali mentre è in discesa quello dei server fisici. Si prevede che entro il 2012 ci saranno due server virtuali per ogni sistema fisico. “Le organizzazioni hanno compreso i vantaggi della ottimizzazione delle risorse IT realizzabili sia con la virtualizzazione che il cloud – ha osservato Romano – e stanno investendo, con l’effetto paradossale però di far calare il mercato dell’informatica nel suo complesso per effetto dei minori acquisti di hardware, segnatamente server, che nel 2009 hanno evidenziato in valore un calo del 20% a fronte di un mercato IT sceso in Italia dell’8%. La virtualizzazione determina infatti un cambiamento nei modelli di business dei vendor e in quelli di acquisto degli utenti, in quanto il nuovo dogma è quello delle funzionalità on demand. Domanda di server in contrazione e forte crescita invece per la componente di management, con una compressione media certa nei costi Opex del 25% in 12 mesi”. Per IDC sono tre i principali motivi di resistenza: la sicurezza, ma qui le cose stanno migliorando; la mancanza di expertise, alle luce anche della contrazione del 30% nelle spese di education e training nel 2009, e la mancanza di tool di management semplici e adeguati a misurare le performance economiche. C’è poi una resistenza psicologica, spesso associata a aspettative esagerate. Per contro non ci sono funzioni non affrontabili con dette tecnologie che stanno sempre più coinvolgendo anche i personal computer: il 35% di aziende italiane sta pianificando soluzioni di desktop virtualizzato.

Il Cloud Hosting di Seeweb
Seeweb è una società leader nei servizi di Hosting ed Housing, Colocation e Content Delivery, di fascia alta e destinati alla clientela corporate. Dispone di data center a Frosinone e Milano. Oggi Seeweb annuncia la realizzazione di un progetto ambizioso: si chiama Cloud Hosting ed è la prima soluzione di Cloud Computing esistente sul mercato italiano. “Realizzato con un mix di tecnologie di Storage Area Network, virtualizzazione a più livelli nonché un innovativo sistema di workload management – ha puntualizzato Antonio Baldassarra, CEO di Seeweb – questo sistema aprirà nuovi scenari applicativi a prezzi fino ad ora nemmeno ipotizzabili, fornendo una scalabilità completa, praticamente in tempo reale, della potenza a disposizione e delle risorse utilizzabili. La nuova soluzione è espandibile secondo la logica del Cloud Computing e propone un modello di fruizione dell’intera infrastruttura IT ‘as a commodity’ sia dal punto di vista del provisioning che del modello di costo pay per use”. “Chi avrà bisogno di un’infrastruttura IT e vorrà considerare le nuove opportunità del Cloud Computing – ha aggiunto Baldassarra – scoprirà un nuovo e rivoluzionario modo di acquisire risorse informatiche. La metafora delle cosiddette IaaS (Infrastructure as a Service) consente di disporre in maniera virtuale, in gergo on the cloud, di tutto quanto necessita: server, storage, network, appliances, ecc., senza costi diversi da quelli derivanti dal loro reale utilizzo”.

BMC Software: l’HiperCED per TSF
BMC Software ha scelto di essere presente all’IDC Virtualization & Cloud Computing Conference 2010 attraverso la testimonianza di TSF-Tele Sistemi Ferroviari, azienda del Gruppo AlmavivA. che recentemente ha inaugurato HyperCED, un data center di nuova generazione in grado di erogare servizi IT pay-per-use in completa modalità IaaS. Fabio Vaiani, responsabile ICT Outsourcing Services di TSF ha spiegato come l’infrastruttura innovativa, che comprende oltre 3.000 server logici, sia oggi maggiormente reattiva sul mercato grazie anche all’adozione delle soluzioni di BMC; in particolare, Remedy Service Support, che ha permesso negli anni a TSF di realizzare una fotografia appropriata di tutti i parametri del data center, così da garantire la disponibilità e la qualità dei servizi, definire al meglio il valore degli asset IT. La recente implementazione del CMDB BMC ha rappresentato un ulteriore passaggio verso la realizzazione di HyperCED: è ora possibile un migliore allineamento dell’IT alle priorità di business e una visibilità completa e orientata al business delle correlazioni tra i processi di business, gli utenti e l’infrastruttura IT. “Le nostre soluzioni per l’ottimizzazione del data center – ha aggiunto Gianfranco Naso, Country Manager di BMC Software – sono propedeutiche rispetto all’adozione della virtualizzazione, in quanto consentono di visualizzare i livelli di efficienza dei servizi di business e delle risorse di sistema e fornire così un quadro completo delle risorse necessarie e rispondere alle richieste del business”.

Riverbed: i vantaggi della Wan Optimization
“Proprio l’ambito nel quale Riverbed opera, ovvero quello della Wan Optimization – ha puntualizzato Albert Zammar, Regional Sales Manager Italy – costituisce una delle tecnologie che maggiormente contribuiscono alla riduzione dei costi ed alla semplificazione delle operazioni di consolidamento e virtualizzazione delle risorse che sono alla base dello sviluppo di infrastrutture cloud. Si tratta infatti di una tecnologia ormai affermata, che consente di ridurre drasticamente il traffico su WAN evitando dunque di dover ampliare la banda estendendo il contratto con i fornitori di connettività. In tal modo si può procedere serenamente senza dover apportare alcuna modifica alla infrastruttura esistente. L’utilizzo principale della Wan Optimization consiste proprio nel consentire alle applicazioni di lavorare meglio sui lunghi collegamenti e consolidare centralmente i server e lo storage delle sedi remote mediante l’inserimento di semplici appliance point to point”.

Fortinet offre sicurezza
Come noto l’adozione di servizi basati sul cloud fornisce alle imprese numerosi vantaggi, ma può comportare allo stesso tempo elevati rischi e vulnerabilità in quanto le informazioni viaggiano su reti protette, ma pipe pubbliche. Per raggiungere questi obiettivi è fondamentale che le imprese siano in grado di integrare in modo adeguato le soluzioni di sicurezza in un ambiente virtualizzato coerente. Fortinet è un fornitore globale di sicurezza di rete e leader di mercato nel settore Unified Threat Management (UTM). I prodotti e i servizi offerti in sottoscrizione forniscono una protezione ampia, integrata e ad elevate prestazioni contro le minacce dinamiche, semplificando l’infrastruttura IT di sicurezza. “Le soluzioni FortiGate con i VDOM, FortiWeb e forti – ha osservato Stefano Chiccarelli, Senior Systems Engineer di Fortinet – rispondono alle suddette esigenze per quanto riguarda sia il cloud che la virtualizzazione, supportando le imprese a 360° nell’ambito della sicurezza.

IBM: una opportunità in più
La virtualizzazione è nata in IBM tanti anni fa ma il suo successo è stato decretato dagli utenti e non dai vendor. Oggi però IBM è uno dei fornitori che cavalca con convinzione il discorso delle soluzioni virtuali e del Cloud Computing. “Sono principalmente tre i motivi che depongono a favore del Cloud Computing – ha detto Bob Alexander, Executive IT Architect IBM Italia – : la riduzione dei costi gestionali e di quelli in conto capitale, la rapidità del provisioning e la elasticità dell’offerta. Ma non vanno trascurati alcuni altri driver come l’armonizzazione di diverse discipline interne all’organizzazione aziendale, che trascendono il concetto di cloud e della virtualizzazione, e la standardizzazione dei processi”. Alexander non nasconde che certe situazioni infrastrutturali possono essere affrontate anche con un approccio tradizionale. La virtualizzazione è uno strumento in più a disposizione dei CIO, e non solo di grandi aziende ma anche di aziende piccole. Tutto sta a valutare bene gli impieghi e gli impatti. Non da ultimo la predisposizione culturale.

Fujitsu: per grandi e piccole
Tra i vendor convinti della bontà di erogazione dei nuovi servizi IT c’è Fujitsu che ha da poco annunciato una piattaforma server sviluppata appositamente per consentire l’erogazione di servizi infrastrutturali e applicativi as a service. “Ci risulta che la tendenza all’impiego della tecnologia di virtualizzazione sia una realtà assodata – ha sostenuto Mario Guardone, Business Programs Manager Fujitsu Technology Solutions Italia –; circa i due terzi della grandi aziende ha adottato qualche forma di virtualizzazione. Anche le PMI si stanno accostando. Spesso si è operato con eccessiva fretta, per cui adesso si sta razionalizzando il lavoro impostato. A nostro avviso sono due i driver di questa innovazione: da un lato il recupero di efficienza organizzativa e di processo, dall’altro il recupero del capitale umano, da attività ripetitive a attività di sostegno allo sviluppo del business.