Il digitale come vettore del ‘green’

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Fare business nel rispetto dell’ambiente significa adottare tecnologie digitali che permettono di usare il minimo di risorse energetiche per il massimo risultato

Le tecnologie digitali hanno assunto un ruolo pervasivo nella nostra società e stanno da tempo trasformando le aziende e i modelli di business. La digitalizzazione delle informazioni e la conseguente trasformazione dei processi di lavoro rappresentano per le aziende soluzioni strategiche di sviluppo e innovazione, rivolte verso una maggiore efficienza rispetto ai sistemi e agli strumenti tradizionali. Oggi però questo processo verso l’innovazione deve tenere conto delle conseguenze di due fattori sempre più rilevanti per il mercato: la questione ambientale e la crisi economica.

Evolvere
Da un lato bisogna prendere atto che le risorse energetiche sono limitate e in progressivo esaurimento, diviene quindi fondamentale per le aziende ridurre i consumi limitando l’utilizzo di tecnologie informatiche che abbiano un impatto negativo sull’ambiente. Dall’altro lo scenario economico è difficile e instabile, caratterizzato da drastici cambiamenti negli equilibri di mercato e difficoltà di bilanci, condizioni che rendono più complesso il rinnovamento e tendono a bloccare le aziende in uno stato di passività come tattica difensiva, cercando di ridurre i costi fissi per far fronte alle difficoltà della crisi.
In realtà proprio in questi momenti il mercato richiede alle aziende più flessibilità e dinamismo. In questo scenario, tra crisi economica ed estensione dell’arena competitiva su scala globale, le imprese si trovano coinvolte in dinamiche di selezione naturale. Devono essere in grado di utilizzare meccanismi adattativi, mostrare la capacità di evolversi e di sapersi preparare alle nuove condizioni per rimanere competitivi: solo le organizzazioni che riescono ad adeguarsi al nuovo ambiente possono sopravvivere ai cambiamenti in atto. Per questo motivo i drastici mutamenti negli equilibri di mercato possono trasformarsi per le aziende sia in un elemento propulsore verso il cambiamento sia in un’opportunità di modernizzazione e di trasformazione. Il segreto è capire quali sono i nuovi requisiti per essere e mostrarsi competitivi, per evolvere.

Ottimizzare
Una prima evidenza è che dai consumatori fino ai partner commerciali si fa sempre più forte la richiesta di adottare pratiche di business responsabili e sostenibili: l’ambiente lo chiede da tempo e ora inizia a pretenderlo anche il mercato. Un risparmio energetico e l’ottimizzazione delle risorse sono quindi divenuti aspetti prioritari per gli investimenti delle aziende sia sul piano economico che ambientale. Il problema per le aziende diviene allora come rispondere all’esigenza di disporre di un crescendo di servizi informatici richiesto dai consumatori e dal mercato stesso, ma con un minore impatto sull’ambiente rispetto al passato. Si deve riconoscere che le scelte sugli investimenti infrastrutturali hanno un importante impatto sul pianeta, perché determinano il livello di consumi energetici dell’attività, attuali e futuri. Le aziende devono prendere sempre più consapevolezza di questo aspetto e tener conto dell’esigenza di preservare il pianeta in cui viviamo. Sul piano dell’ottimizzazione delle risorse, il budget speso in acquisto e manutenzione delle infrastrutture informatiche diviene sempre più una zavorra per la crescita e il dinamismo delle aziende. La maggior parte del budget investito in tecnologie digitali è infatti tradizionalmente sempre stato orientato al possesso delle infrastrutture, così come alla gestione e alla manutenzione delle piattaforme informatiche. Secondo queste condizioni, per continuare ad essere competitive riducendo i consumi energetici, alle aziende non basta proseguire o accelerare il proprio processo di digitalizzazione, è importante invece farlo nella direzione giusta, aprendosi verso nuovi approcci di esternalizzazione e condivisione delle infrastrutture. Una barriera nell’adottare tecnologie più evolute e innovative è una carenza di cultura informatica aziendale che porta a privilegiare gli investimenti di tipo tradizionale. Alle aziende si richiede invece la capacità di ripensare le proprie risorse, per farlo devono seguire fino in fondo l’essenza stessa del digitale: procedere verso il cammino della virtualizzazione e della delocalizzazione totale anche delle risorse hardware. Massimizzare le risorse e adottare soluzioni più efficienti, alleggerendosi dai vincoli del possesso delle infrastrutture informatiche.

Virtualizzare
Diviene quindi, non solo una scelta etica, ma anche una scelta razionale e strategica di mercato investire su nuove tecnologie informatiche più “verdi” e convenienti, grazie ad un uso efficiente dei consumi e attraverso un migliore utilizzo della potenza computazionale. Un modo per ridurre i costi e l’impatto ambientale dell’uso delle tecnologie informatiche è allocare risorse virtuali per ridurre lo spreco delle risorse fisiche non utilizzate. Questo processo è reso possibile da nuove tecnologie scalabili e flessibili, come l’architettura cloud computing, che consentono l’utilizzo in modo dinamico di risorse hardware e software, erogando una capacità di calcolo e servizi alle aziende in funzione delle richieste, ovvero delle effettive necessità. Le architetture cloud computing possono essere considerate come un nuovo paradigma di gestione dei processi che implica diverse realtà tecnologiche, che hanno il web come piattaforma aggregante. Il sistema cloud supera il tradizionale modello client/server e si sposa con la filosofia della condivisione integrata dei servizi, propria delle caratteristiche del web 2.0. Significa, per le aziende, disporre a consumo, on-demand, di un insieme di risorse informatiche sempre aggiornato, dalle applicazioni software alle piattaforme hardware, come lo storage o la capacità di elaborazione, mediante servizi distribuiti online attraverso un ecosistema di infrastrutture virtualizzate.
La flessibilità del cloud computing si declina nella possibilità di personalizzazione e nella adattabilità dei servizi, a seconda delle esigenze del momento, migliorando il risparmio energetico. Affinché queste tecnologie diventino uno standard diffuso nel mondo aziendale occorre un cambiamento di prospettiva, una trasformazione. Le aziende devono imparare un nuovo modo di vedere l’impiego di tecnologie digitali, non più vincolato ad un supporto fisico, al possesso di macchine, ma come un insieme di servizi sempre disponibili ovunque, in ogni momento e in ogni luogo, fruibili indipendentemente dal dispositivo utilizzato per accedervi.

Risparmiare
Con il vantaggio economico di minori spese di investimento in possesso e mantenimento di costose risorse hardware e software, si riducono inoltre le barriere d’entrata a sofisticati e complessi servizi digitali che l’azienda da sola non avrebbe i mezzi per implementare. Far coesistere in uno stretto legame risparmio economico ed energetico è un modello virtuoso destinato a trasformare gli usi e il modo stesso di valutare gli investimenti informatici in azienda. Nuove frontiere informatiche, quali le architetture cloud computing, consentono di alleggerire il lavoro di gestione e rendere più rapidi e produttivi i processi aziendali, con l’effetto nel lungo periodo di ridurre la percentuale del budget destinato all’impiego della tecnologia, attraverso una maggiore flessibilità e un contenimento dei costi infrastrutturali. Sono una scelta efficace per ridurre consumi energetici, dispendio hardware, software e personale tecnico, permettono quindi di riallocare risorse nella direzione del proprio business primario. Il compito di stare al passo con il progresso tecnologico non è così più a carico dell’azienda, rendendo più semplice e leggera la gestione. Le tecnologie digitali saranno sempre di più il motore ecologico delle aziende, il tempo e il budget risparmiato nello sviluppo e nella manutenzione di questo motore può essere invece speso per guidare meglio l’attività. Fare business nel rispetto dell’ambiente è possibile, significa usare il minimo di risorse energetiche per il massimo risultato, seguendo il digitale come vettore di astrazione, virtualizzando servizi e strumenti, ottimizzando così in modo intelligente e meno inquinante le risorse a disposizione. Una buona strategia per rispondere alla crisi, guidando la ripresa del mercato, è adattarsi al nuovo scenario, mostrarsi competitivi, investire nell’innovazione attraverso investimenti ‘green’, a basso impatto ambientale. L’adozione di queste soluzioni diviene indice, non solo del livello d’innovazione tecnologica di un’azienda, ma anche di cultura ambientale, contribuendo a promuoverla anche nei consumatori.