Dall’on-premise all’outsourcing

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Fabien Breget e Roberto Gamerro illustrano la strategia di ADP-BYTE, la nuova realtà di HRM nata dall’acquisizione dell’azienda torinese da parte del colosso americano

All’interno delle aziende la gestione delle Risorse Umane rappresenta da sempre una tematica tanto complessa quanto strategica, poiché in grado di valorizzare un patrimonio dal contributo decisivo per il successo competitivo delle imprese. Sulla base di questa consapevolezza, la multinazionale ADP e l’italiana Byte SH hanno sviluppato negli anni tutta l’expertise e tutti gli skill necessari per garantire al mercato il massimo dell’eccellenza nell’offerta di servizi e prodotti per l’amministrazione del personale, ambito che dai primi di novembre vede combinate le competenze delle due società sotto il brand ADP Byte. Per approfondire il profilo organizzativo ed economico della società costituitasi in seguito all’acquisizione dell’azienda torinese da parte del colosso americano, ma soprattutto per comprendere appieno i vantaggi competitivi garantiti al mercato in seguito all’integrazione delle offerte, abbiamo incontrato Fabien Breget, Amministratore Delegato di ADP Italia ora General Manager Outsourcing Services di ADP Byte, e Roberto Gamerro, Amministratore Delegato di Byte ora CEO di ADP Byte.

 

Con quali punti di forza si presenta al mercato ADP Byte, la nuova realtà nata dalla combinazione degli ambiti d’eccellenza e degli skill professionali maturati negli anni dalla multinazionale ADP e dalla torinese Byte?
Fabien Breget: L’acquisizione di Byte da parte di ADP ha creato sul mercato italiano un nuovo colosso nella gestione dell’HR, una realtà dal fatturato combinato di 90 milioni di euro, 950 dipendenti, 1.100 clienti e oltre due milioni di Risorse Umane gestite, ossia oltre il 10% della forza lavoro impiegata nel nostro Paese. Per la perfetta compatibilità sul piano strategico e culturale, l’integrazione delle due società rappresenta un vantaggio soprattutto per i clienti, sia esistenti che futuri, poiché attraverso la nuova ADP Byte potranno beneficiare di un’offerta di servizi e di un mix di prodotti immediatamente più ampio. In particolare, la componente di sviluppo software di Byte, che assieme all’outsourcing ha costituito negli anni uno dei maggiori asset della società, andrà ad arricchire la value proposition di ADP, da sempre focalizzata in modo esclusivo sull’esternalizzazione dei processi, mentre la dimensione internazionale di ADP aggiungerà un grande potenziale di sviluppo all’offerta Byte e a tutti i suoi clienti con filiali all’estero. Spesso si tratta di medie imprese manifatturiere con il problema della gestione amministrativa delle Risorse Umane al di fuori dei confini nazionali: una problematica oggi risolvibile attraverso un’offerta in grado di garantire non solo servizi e soluzioni d’eccellenza in Italia, ma anche massima copertura all’estero.

 

Su quale business model appoggerà la strategia aziendale di ADP Byte e quale peso eserciterà l’outsourcing all’interno della vostra proposizione?
Roberto Gamerro: Quello che intendiamo fornire al mercato è un ventaglio completo e scalabile d’offerta, dal software on-premise fino al full Business Process Outsourcing, passando attraverso tutte le gradazioni possibili dei servizi di esternalizzazione. Il nostro maggiore focus si concentrerà, naturalmente, sull’outsourcing, ma il percorso delle aziende verso un’esternalizzazione completa del processo di gestione delle HR, a nostro avviso, non può che essere graduale e, quindi, procedere per passi. Per quanto riguarda l’aspetto funzionale, contiamo di garantire la copertura sempre più completa di tutte le tematiche inerenti l’amministrazione del personale: dal payroll alla rilevazione presenze, dalle note spese alla gestione dei benefit. Una delle ultime funzionalità aggiunte in ordine di tempo riguarda, per esempio, la gestione del parco macchine. Dal punto di vista dell’accessibilità intendiamo, invece, proseguire con l’ampliamento di portali self service, in grado di consentire consultazioni e interazioni via Web e in mobilità da parte dei dipendenti, che quindi possono avvantaggiarsi di un Ufficio del Personale sempre più diffuso.

 

Quali sono le motivazioni principali che spingono i clienti alla scelta dell’esternalizzazione dei processi di gestione delle Risorse Umane e quali effettivi vantaggi è in grado di offrire l’outsourcing?
Fabien Breget: Occuparsi di paghe è un mestiere difficile, che richiede competenze e risorse dedicate anche quando il core business dell’azienda riguarda tutt’altro. In questo contesto, l’outsourcing rappresenta un fattore di semplificazione, poiché permette di affidare un tema complesso come quello della gestione dell’HR a esperti che si occupano non solo della gestione delle soluzioni, ma anche della loro evoluzione tecnologica. Inoltre, mentre per un outsourcer come noi l’erogazione di una prestazione richiede una semplice e veloce procedura di attivazione del servizio, per una qualunque azienda questo significa procedere a una software selection e avviare un progetto che può durare anni senza avere la certezza di raggiungere con successo l’obbiettivo. Al fattore tempo è poi collegata la possibilità del risparmio: la semplificazione porta, infatti, con sé anche una riduzione dei costi da parte delle imprese.

 

All’interno delle aziende chi opera normalmente da sponsor dei progetti di esternalizzazione dei processi di HR e quale classe dimensionale d’impresa è generalmente più propensa a questa modalità di erogazione del servizio?
Roberto Gamerro
: Generalmente i progetti di outsourcing dei processi correlati al payroll, all’amministrazione del personale e più in generale alla gestione delle Risorse Umane sono sponsorizzati non tanto dalla parte tecnica quanto dalla parte business delle aziende. L’Amministratore Delegato, il Direttore Generale, il Chief Financial Officer sono i promotori più frequenti, anche se il nostro interlocutore diventa, poi, effettivamente il Direttore del Personale. Spesso la scelta di esternalizzare i processi di gestione del personale è, almeno inizialmente, di tipo parziale, ma non è raro che un’azienda opti, invece, da subito per un full BPO. Eventualità che non di rado ha portato alla rilevazione da parte nostra delle risorse degli uffici del personale dei clienti. Un esempio per tutti può essere quello di Alitalia, ma non è l’unico. In generale, comunque, le aziende più inclini all’outsourcing sono di taglio piccolo, un mercato limite per ADP Byte dal momento che i nostri clienti contano mediamente oltre i 50 dipendenti. Più inclini a fare tutto in casa sono sempre state, invece, le aziende con più di 200 dipendenti, ma anche qui ultimamente si sta facendo strada la cultura dell’outsourcing, come persino tra quelle con qualche migliaio di risorse da gestire.

 

Quali sono stati, secondo la vostra esperienza, gli effetti della crisi economica sul vostro mercato e quali vantaggi ha rappresentato, anche in questo caso, la scelta dell’esternalizzazione?
Fabien Breget:
Nonostante la difficile situazione economica, registrata soprattutto dal 2009 fino a luglio 2010, attraverso la riduzione costante del personale impiegato dai nostri clienti ADP ha continuato a crescere del 10% anno su anno. I clienti hanno, infatti, capito che in periodi di crisi l’esternalizzazione dei processi di gestione delle Risorse Umane può rappresentare un vantaggio, dal momento che la voce “personale” può trasformarsi da costo fisso a variabile in funzione delle risorse effettivamente impiegate.

 

Cosa suggerisce Fabien Breget al sistema delle imprese e al Sistema-Paese per superare l’attuale momento di stallo e trovare nuovi sbocchi di business?
Fabien Breget: In questo momento la miglior scelta che le aziende possono fare è spingere la propria competitività, sfruttando la tecnologia. Innanzitutto, quindi, si deve investire in innovazione. Inoltre il talento e la creatività tipiche delle imprese italiane non devono trovare un limite nella capacità di esportare all’estero. Occorre, dunque, che all’interno delle aziende si sappia parlare inglese e che anche le piccole imprese possano contare su strutture trasversali in grado di promuoverle sui mercati esteri. Infine, il sistema di pagamento deve essere assolutamente velocizzato, attenendosi a una normativa europea che fissa il tetto massimo a 30 giorni.

 

 

Chi è ADP
ADP è tra le prime società al mondo nei servizi di outsourcing per l’amministrazione e la gestione delle Risorse Umane. Fondata negli Stati Uniti nel 1949, la società è quotata alla Borsa di New York dal 1961 e vanta il rating AAA di Standard & Poors. L’azienda è presente in 60 Paesi nei cinque continenti del mondo e con i suoi servizi di outsourcing del personale supporta complessivamente 550.000 aziende clienti: 52 milioni di dipendenti usufruiscono di almeno un servizio offerto da ADP, mentre 33 milioni di utenti ricevono un cedolino elaborato dalla società, che in tutto il mondo conta 35.000 dipendenti. In Europa ADP è il principale provider di HR outsourcing, conta 5.450 dipendenti e supporta 30.000 aziende clienti per un totale di 9 milioni di dipendenti serviti. Presente da oltre 40 anni, in Italia l’azienda è partner di aziende di ogni settore e dimensione attraverso un’ampia gamma di servizi di outsourcing per la gestione del payroll, dell’amministrazione del personale e dei processi HR. 500 aziende si avvalgono dei servizi offerti da ADP, che è presente a Milano, Torino e Roma e conta su un team di esperti di 385 collaboratori.

 

Chi è Byte
Byte, fondata a Torino nel 1974, è tra le prime società in Italia a fornire soluzioni, servizi e consulenza ad alto valore aggiunto per la gestione, amministrazione e sviluppo delle Risorse Umane, ambito in cui è andata specializzandosi dal 2002 (anno di acquisizione di HRO). Le soluzioni, disponibili in licensing, hosting, SaaS e outsourcing in base alle esigenze del cliente (circa 600 tra aziende private e pubbliche) sono messe a disposizione del mercato attraverso la consolidata esperienza di oltre 620 professionisti. A livello tecnico, le soluzioni applicative della Byte HR Suite, totalmente Web based, sono realizzate con le più moderne tecnologie di progettazione e sviluppo del software, sono caratterizzate da ampia scalabilità funzionale e sono in grado di operare nei diversi ambienti operativi.