Sia-Ssb va a caccia di alleanze per conquistare l’Europa

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Il nuovo piano industriale prevede austerity e un lento ritorno alla crescita per la società italiana fornitrice di servizi alla comunità finanziaria e bancaria

Tira aria nuova in Sia-Ssb, la principale società italiana fornitrice di servizi e soluzioni alla comunità finanziaria internazionale nelle aree del processing delle carte di pagamento, dei sistemi di pagamento, dei capital markets e dei servizi di rete per la connettività e la messaggistica. Il gruppo, controllato dalle principali banche italiane (IntesaSanPaolo, Unicredit, Montepaschi, ecc) sembra aver superato la fase di stallo dovuta alla possibile cessione di cui si era ampliamente vociferato nel periodo a cavallo tra la fine del 2007 e l’inizio del 2009. Gli azionisti hanno successivamente fatto marcia indietro sulla vendita e messo in cantiere ambiziosi progetti di sviluppo, che sono stati illustrati in occasione della presentazione del nuovo piano industriale dal neo amministratore delegato di Sia-SSb, Massimo Arrighetti, nominato lo scorso maggio: «”l tipo di business che ha caratterizzato Sia-Ssb sino ad oggi – ha dichiarato Arrighetti – è sostanzialmente finito o perlomeno destinato a cambiare profondamente. Non possiamo più essere soltanto una società fornitrice di servizi per le banche, ma dobbiamo imparare anche a sviluppare una capacità commerciale, insomma a conquistarci clienti. Inoltre l’avvento di Sepa, che in pratica permette a ogni banca di offrire servizi di pagamento in un qualsiasi paese d’Europa, è destinato ad aumentare la pressione competitiva, così come la direttiva Psd. Oggi in Europa ci sono circa 20 società che fanno il nostro mestiere, ma noi siamo convinti che si vada verso una maggiore concentrazione, con al massimo cinque importanti player. L’importante è ora gettare le basi per essere uno di questi operatori”. In quest’ottica il piano industriale prevede una crescita sul mercato domestico che sarà perseguita attraverso l’ampliamento della gamma di offerta per le banche – nazionali e multinazionali – a partire dai servizi di incasso e pagamento che da sempre rappresentano il core business aziendale. Si punterà, inoltre, sullo sviluppo nel settore delle Corporate e della P.A., cercando di offrire nuovi servizi a valore aggiunto, incluse anche le opportunità legate all’apertura del mercato dei servizi di pagamento a nuovi soggetti non bancari (le cosiddette “Payment Institutions”) a seguito del recepimento della direttiva europea PSD. Al tempo stesso, sarà mantenuto il tradizionale presidio delle aree “di sistema” (clearing e settlement, infrastrutture di mercato, Rete Nazionale Interbancaria) e il ruolo di riferimento per le istituzioni centrali. Per meglio rispondere a questi cambiamenti Sia-Ssb si è anche dotata di una nuova struttura organizzativa che ha spostato il focus dai prodotti alla clientela: la nuova organizzazione si articola infatti in quattro divisioni di business (Financial Institutions, Corporate & P.A., Central Institutions e Network Services), con responsabilità di presidio e sviluppo dei segmenti di clientela di riferimento. Per quanto riguarda la gestione delle risorse umane nel triennio 2011-2013, sempre nell’ottica del contenimento dei costi, il Piano industriale prevede la riduzione dell’utilizzo di consulenze esterne e la valorizzazione delle risorse e competenze presenti all’interno delle società del Gruppo. A questo si affiancherà una politica di assunzione che privilegerà l’ingresso di giovani laureati e una ricerca selettiva di competenze qualificate nel mercato. Nell’arco del triennio, l’organico del Gruppo Sia-Ssb, composto attualmente da 1.511 persone a fine 2010, rimarrà sostanzialmente invariato, per arrivare a un totale di 1.496 dipendenti nel 2013. La vera svolta strategica riguarda però la maggiore attenzione al mercato europeo: il Piano prevede una marcata focalizzazione sui servizi di processing delle carte di pagamento in Europa Orientale e Occidentale (dove il volume delle transazioni cresce annualmente del +4,5% con circa 45 miliardi di operazioni stimate nel 2013) e sullo sviluppo di nuovi servizi di rete per le istituzioni centrali (spesa IT prevista al 2013 in aumento del 104%). Sia-Ssb si propone, inoltre, come partner di riferimento nell’erogazione dei servizi di clearing per il sistema bancario europeo. Ma il gruppo non pensa di competere nello scenario continentale soltanto con le proprie limitate forze: attualmente, nella Ue a 27, la migliore quota di mercato è del 3,4% (nell’area mercati). Circa il 76% dei ricavi, inoltre, arriva ancora dall’Italia. Per giocare un ruolo da protagonista la società italiana considera perciò indispensabile avere accanto a sé nuove forze; considerato però l’obiettivo di conseguire entro il 2013 una quantità di risparmi pari a 65 milioni di euro (-20%), per Sia-Ssb appare impossibile replicare il modello First data, società concorrente ultimamente protagonista sul mercato a suon di acquisizioni. In tempi di magra, dunque, l’idea è di fare questa operazione “cacciando fuori” meno grano possibile, ovvero tramite alleanze: «Da soli non è facile acquisire quote di mercato in Europa – ha ammesso Arrighetti – La ricerca di alleanze a livello europeo è perciò assolutamente gradita e abbiamo già mosso i primi passi con operatori che condividono la nostra stessa visione, per dare vita a un vero e proprio network continentale». I nomi dei futuri alleati al momento restano top secret, ma già nel 2011 potrebbero esserci i primi annunci ufficiali. La speranza è che la nuova politica faccia tornare numeri positivi dopo un ultimo triennio alquanto deludente: il piano industriale mira al raggiungimento di una crescita dei ricavi a 369 milioni di euro nel 2013 rispetto ai 331 milioni previsti nell’anno corrente (+11% circa), con un CAGR (Compound Annual Growth Rate) del 3,7%. Il target ufficiale è questo, ma in realtà i vertici di Sia-Ssb sono alquanto prudenti per quanto riguarda le prospettive di business per il prossimo futuro, a dispetto dell’ottimismo indotto da alcune previsioni: ad esempio il rapporto Abilab 2010, che a livello europeo evidenzia un potenziale annuo di crescita del 5,8% per il mercato continentale dei servizi di pagamento (2010-2013), che dovrebbe ritornare già nel 2011 ai livelli pre-crisi. Molto simili ma appena più contenute (incremento del 5,2% annuo) le stime della ricerca per l’Italia. «Noi siamo un po’ più pessimisti rispetto a questi numeri – puntualizza Arrighetti. Può essere che nei prossimi anni aumentino i volumi dei pagamenti, ma nell’economia è comunque in atto una tendenza alla riduzione dei costi di cui non possiamo non tenere conto. Dobbiamo inoltre considerare la spinta sempre più frequente alle concentrazioni bancarie, che comporta inevitabilmente una diminuzione dei volumi interbancari e dunque impatta sul nostro business». Inoltre, secondo il ragionamento di Arrighetti, l’avvento di Sepa e della Psd determinerà un aumento della pressione competitiva nel mondo bancario e, dunque, una riduzione dei margini degli Istituti di credito. Inevitabile sarà perciò l’esigenza di questi ultimi di ridurre i costi anche attraverso maggiori economie di scala, che società come Sia-Ssb dovranno aiutare a conseguire, con particolare attenzione alle esigenze specifiche di ogni tipologia di cliente. I gruppi bancari multinazionali avranno soprattutto necessità di consolidare le proprie infrastrutture a livello internazionale: a questo segmento Sia-Ssb punta a offrire soluzioni per concentrare le loro diverse piattaforme nazionali in una sola. Diversi invece gli obiettivi delle banche locali, che vogliono essenzialmente ridurre i propri costi; a questi istituti Sia-Ssb offrirà soprattutto soluzioni chiavi in mano per accedere facilmente a tutte le cittadelle finanziarie. Ai clienti corporate (Telecom, retailer, utility), che hanno invece l’esigenza primaria di fidelizzare i propri clienti, la società presieduta da Arrighetti proporrà servizi ad hoc (carte fedeltà, terminal gestione pagamenti, ecc.). Cambierà poco invece l’offerta rivolta ai tradizionali clienti di Sia-Ss, ovvero le cosiddette istituzioni centrali (Banche Centrali, Regulators, Piazze finanziarie, Post trading, ACH, PA, Associazioni di settore e categoria): in questo caso l’obiettivo sarà sempre quello di garantire servizi caratterizzati da un elevato grado di affidabilità.