Innovare nell’era della globalizzazione

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Strumenti nuovi per aziende di successo in un futuro in cui la collaborazione tra individui si potenzierà con le reti tecnologiche

Lo scorso 15 dicembre, presso la sede napoletana dell’Unione Industriali, si è tenuta la presentazione dell’ultima fatica letteraria del Professor Roberto Panzarani, docente di Psicologia delle Organizzazioni presso la Facoltà di Psicologia dell’Università dell’Aquila, ovvero il libro “Innovazione e Business Collaboration nell’era della globalizzazione”. L’incontro, svoltosi in dello stesso autore, è stato organizzato dalla società di consulenza Penelope e moderato da Nevio Di Giusto, AD di Elasis. Partecipanti alla presentazione sono stati inoltre Francesco Del Sole, Territory Manager South of Italy Public Sector di Microsoft Italia e Amalia Vetromile, Market Manager Enterprise e Public Sector Mediterranean Region di Cisco Systems. Il tema dell’incontro, oggetto del libro, è centrato su cosa vuol dire innovare e come si attua un’efficace Business Collaboration in piena era della globalizzazione, dove l’arena dei competitor è più agguerrita che mai e i consumatori sono ben lungi dalla passività che ne ha caratterizzato il comportamento prima dell’avvento del movimento innovativo denominato Web 2.0. Il primo intervento è stato quello di Di Giusto che ha posto l’accento su cosa vuol dire innovare. Sostanzialmente, sostiene Di Giusto, innovare per un’azienda significa effettuare della ricerca, che però non sia fine a se stessa ma che produca miglioramenti tangibili nei processi produttivi e generi un valore riconosciuto dal cliente. In sostanza, l’innovazione deve produrre un beneficio per il cliente, garantendo, nel contempo, un incremento di margine per l’azienda. In questo contesto innovare non significa necessariamente inventare qualcosa di nuovo ma sviluppare una sensibilità capace di combinare in modo intelligente e proficuo “cose esistenti”, cioè prodotti e servizi. Innovare in campo Automotive, che poi è la mission di Elasis, vuol dire, secondo Di Giusto, soprattutto lavorare nella direzione del miglioramento ergonomico e dell’usabilità. Questa – e quindi la fruizione – è essenziale per la riuscita sul mercato di un del prodotto/servizio innovativo. Infatti la crescente fiducia dei consumatori nella tecnologia fa sì che una soluzione tecnologicamente innovativa venga utilizzata soprattutto se è semplice da utilizzare ed è intuitiva.
L’intervento di Del Sole di Microsoft ha ripreso il concetto di Business Collaboration, partendo dall’assunzione del paradigma secondo il quale la tecnologia ha di fatto reso possibile il superamento del concetto di presenza fisica di un’entità. La possibilità di poter essere virtualmente presente grazie alla tecnologia informatica ha liberato il professionista dai vincoli spazio-temporali: è una “estensione dei sensi”, una sorta di evoluzionismo esosomatico, cioè esterno al corpo, quello realizzato dagli strumenti attuali di Business Collaboration, che consente di poter attendere a un meeting senza muoversi dalla propria scrivania, riducendo disagi e costi legati alle sempre più desuete trasferte. L’esperienza professionale di Del Sole riguardo alla Business Collaboration in Microsoft riguarda soprattutto la sincronizzazione delle agende e quindi delle azioni: i vari team di lavoro sono focalizzati sugli stessi obiettivi e la tecnologia supporta tutto questo. I vantaggi non sono meramente economici poiché la collaborazione genera un vero e proprio diluvio comunicativo sotto il quale aumentano vertiginosamente le opportunità di contatto e di condivisione. Quali sono i limiti? La metacomunicazione è filtrata dalla tecnologia, come a dire che “ciò che è dietro il linguaggio resta appannaggio del contatto fisico e della relazione interpersonale”.
Amalia Vetromile ha ripreso il tema dell’innovazione affrontando le problematiche inerenti all’attuazione della stessa in azienda. I cambiamenti prodotti dall’innovazione sono spesso traumatici e richiedono pertanto delle vere “terapie d’urto” per poter essere attuati e accettati. L’innovazione guida l’affinamento delle procedure aziendali solo se è sponsorizzata dal top management. Procedure e sistemi innovativi, una volta metabolizzati, generano valore per l’azienda e per i dipendenti. L’esempio riportato da Vetromile nel corso della sua relazione è legato a Telepresence, un prodotto di collaboration che consente a persone fisicamente distanti di poter attendere a meeting con effetti di “presenza” sorprendenti. Strumenti come questo riducono i tempi necessari alle trasferte, consentono un’ottimizzazione della risorsa tempo e quindi, in ultima analisi, della qualità della vita. Un fine dell’innovazione, per Vetromile, è proprio quello di far vivere meglio gli individui spostando l’ago della bilancia fra vita professionale e vita privata in favore di quest’ultima. La top manager di Cisco ha poi ripreso il discorso della spersonalizzazione che spesso accompagna l’introduzione dei tool di collaboration nelle organizzazioni. Nonostante questi siano strumenti eccellenti, accade che la facoltà di “toccare” le persone con cui si lavora contribuisce a creare quell’empatia che spesso si rivela vincente per la buona riuscita di un progetto. Essere vincenti in un ambiente competitivo ma collaborando: questa “coo-petition”, secondo Vetromile, è una sfida che deve accogliere l’innovazione nella Business Collaboration. Meccanismi di “win-win” devono portare persone fisicamente distanti, ma poste in contatto virtuale e messe a lavorare su un progetto comune, a collaborare per la buona riuscita dello stesso, conseguendo nel contempo una gratificazione personale.
Metafora di questo complesso intreccio di relazioni è il teatro dove più persone, tutte in generale dotate di forte personalità, collaborano insieme per il successo di una piece. La tecnologia a supporto della collaborazione deve essere pertanto introdotta con oculatezza in un ambiente competitivo, perché essa, in generale, tende ad allontanare le persone, conclude la dott.ssa.
L’intervento conclusivo è poi spettato all’autore del libro, Roberto Panzarani, che ha esordito parlando dell’innovazione come di una continua sfida che devono porsi le aziende. L’innovazione è infatti non perenne: sono poche le aziende (come Google, per esempio) che riescono ogni anno a introdurre spunti di innovazione e a creare un ambiente stimolante e collaborativo per i propri dipendenti. Il resto delle organizzazioni si muove purtroppo su modelli antipodali a questo, centrati sul concetto di dipartimento.
I modelli organizzativi che caratterizzano la maggior parte delle imprese sono basati sul concetto di divisione: esiste infatti una chiara separazione dei ruoli, che viene ripresa da strutture dipartimentali (divisione IT, divisione commerciale, marketing e così via). Questo modello, sostiene Panzarani, non rispecchia la complessità del mondo attuale. Modelli collaborativi – come Wikinomics per esempio – hanno dato una risposta basata sulla collaborazione non necessariamente endemica all’azienda ma aperta a contributi esterni e non ingabbiati all’interno delle poco flessibili procedure aziendali.
L’attuazione dei nuovi modelli indurrà altre sfide per le aziende, come quella di dotarsi di metodi di selezione del personale che vadano alla ricerca degli skill riconosciuti come necessari per muoversi all’interno di un mondo globale. Cosa ci può essere di più deprimente per un giovane, abituato all’utilizzo del proprio iPhone e alla consultazione constante di Facebook, se non il fatto di trovarsi in un ambiente lavorativo dotato di strumenti obsoleti, molto distanti da quelli che invece caratterizzano la sua vita? Sono sempre di più quindi le organizzazioni che ricorrono a metodi innovativi (selezione su Facebook ad esempio) per individuare ed attrarre i talenti migliori. Le aziende dovrebbero essere sempre più laboratorio dell’innovazione e i governi dovrebbero fare la loro parte, destinando più fondi allo scopo. In realtà sono ancora pochi quelli che, come la Svezia, destinano una parte consistente del loro PIL alla ricerca.

Links:

Rif. nell’articolo Link
Telepresence

http://www.cisco.com/web/IT/products/telepresence/index.html?POSITION=

SEM&COUNTRY_SITE=it&CAMPAIGN=HN&CREATIVE=

TELEPRESENCE&REFERRING_SITE=Google&KEYWORD=cisco+telepresence

Penelope SPA http://www.penelopeonline.it/
Roberto Panzarani http://www.robertopanzarani.com/
Cisco Systems http://www.cisco.com/web/IT/index.html
Microsoft Italia http://www.microsoft.com/it/it/default.aspx