L’Enterprise mobility richiede tanta sicurezza

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Il mercato dell’informatica langue? Non così si può affermare per il segmento dell’It security (prodotti e servizi)dove lo spending registra un tasso di crescita che Idc colloca tra il 5 e il 6 per cento per l’Italia. Un indice che vale per il 2010 e a maggiore ragione per l’anno in corso e il prossimo. […]

Il mercato dell’informatica langue? Non così si può affermare per il segmento dell’It security (prodotti e servizi)dove lo spending registra un tasso di crescita che Idc colloca tra il 5 e il 6 per cento per l’Italia. Un indice che vale per il 2010 e a maggiore ragione per l’anno in corso e il prossimo. Forse non è granché ma è sempre meglio di quanto offre il mercato dell’It nel suo complesso, che a stento si sta risollevando dai forti cali degli ultimi anni ma non riesce a macinare recuperi che vadano oltre l’1% e forse il 2% a fine anno. I fondamentali che sorreggono la domanda di sicurezza si presentano solidi: “La proliferazione di device mobili e convergenti, ha sostenuto Fabio Rizzotto, research director area It di Idc Italia durante la recente ‘Idc Conference 2011’ di Milano (circa 150 i partecipanti dichiarati presenti dall’organizzazione) aumenterà l’importanza della sicurezza di dati e transazioni. Crescerà di conseguenza la consapevolezza della importanza di soluzioni di Mobile device management nell’ambito della ‘enterprise mobile strategy’. Inoltre è da prevedersi un maggiore impegno dei governi a legiferare in materia e collaborare tra loro per prevenire cyberattacchi, portando altro fieno nelle cascine dei fornitori di tecnologie. A inizio anno c’erano un miliardo di utenti Internet mobili, 700 milioni di utenti di social networks, 630 milioni di notebook e 80 milioni di netbook in circolazione, una base di 1,2 miliardi di telefoni mobili e 220 milioni di smartphone”. Per tacere di altri dispositivi in grado di animare anche loro la domanda di sicurezza: basta pensare ai 7 miliardi di dispositivi per l’Internet degli oggetti, i 50 milioni di server, i 32 milioni di contatori elettronici in Italia e ai 20 milioni di smart meter negli Stati Uniti. Numeri destinati a crescere ancora a tassi vivaci. Le più recenti ricerche sull’argomento concordano tutte che la “mobilization” è un fenomeno che continuerà a svilupparsi significativamente e per forza di cose le aziende dovranno pensare a strategie di Enterprise mobility costruite non più solo investendo in terminali, peraltro sempre più evoluti e performanti, ma anche in software di device management e sicurezza, a protezione degli apparecchi e delle reti aziendali con cui i device interagiscono. E come se la mobilità non basasse ecco il cloud: è un ritornello ma cosa vera che i servizi che viaggiano sulle nuvole potranno crescere solo a condizione di farli viaggiare sicuri. Se per i Cio e i responsabili Tlc (in quelle strutture, invero poche, dove queste figure ci sono) queste sfide sono motivo di preoccupazione, per chi sviluppa e fornisce prodotti di sicurezza è tutto grasso che cola, nonostante la forte concorrenza in atto. “Sempre più frequentemente – osserva Rizzotto – arrivano notizie di crimini informatici perpetrati da dispositivi mobili. Cosa impensabile fino a poco fa. Il risultato è che si assiste a una preoccupazione crescente per attacchi a sistemi finora ritenuti protetti e inviolabili come raffinerie, oleodotti, etc. Nomi come Aurora e Byzantine Candor cominciano a far paura e si è appena agli inizi. I decision maker sono costretti forse più che mai a giostrare tra esigenze contrapposte: da un lato fornire strumenti It a supporto di processi come la business continuità, la virtualizzazione, il cloud computing e la flessibilità operativa, dall’altro sviluppare strategie di sicurezza, di compliance, di efficientamento delle infrastrutture Ict e di ottimizzazione delle strutture”. In questo momento forse la domanda più ricorrente è cosa fare per organizzare le “linea di difesa”. I fornitori di tecnologie non aiutano più di tanto: a loro preme vendere i loro prodotti e questi abbondano sul mercato. È difficile valutare, soprattutto su basi comparative, il loro reale grado di rispondenza ai bisogni concreti. In più è diffusa la sensazione che il mercato tra breve sia arricchirà di nuovi prodotti da rendere superati quelli odierni. Insomma per i Cio attenti i tempi non sono facili. Si viveva meglio quando il cybercrimine era un fenomeno di pochi e la mobilità cresceva senza questo assillo.