Rating di “rete” e intese con la politica: l’Aip traccia la strada verso le reti d’impresa italiane

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Il Presidente dell’Associazione, Domenico Palmieri, ha presentato il nuovo strumento di valutazione del fattore di rischio delle reti realizzato in collaborazione con Abi

In un recente convegno presso la sede della Camera di Commercio di Milano il presidente dell’Associazione, Domenico Palmieri, ha presentato il nuovo strumento di valutazione del fattore di rischio delle reti realizzato in collaborazione con Abi. Via libera da Roma e Bruxelles

La revisione dello Small Business Act, il via libera della Commissione europea alla legge n.122/2010, che sblocca i finanziamenti alle aziende che scelgono la forma dell’aggregazione in rete, e l’annuncio della nomina di Giuseppe Tripoli nella carica di “Mr. Pmi”.
Sono settimane importanti per le piccole e medie imprese italiane, che, in questa fase, pare stiano beneficiando dei vantaggi derivanti dall’intesa in atto sull’asse Roma Bruxelles per il sostegno e la promozione di un settore, quello dell’Smb, che a livello comunitario inquadra più del 60% delle imprese. Uno scenario che riguarda da vicino l’attività dell’Associazione italiana per le politiche industriali (Aip), da qualche tempo particolarmente impegnata nella promozione della formula associativa delle reti d’impresa e organizzatrice di un incontro, avvenuto lo scorso 24 febbraio a Milano presso la Camera di Commercio, finalizzato all’analisi dei profili giuridici e delle possibili forme di finanziamento che fanno riferimento, appunto, a questa particolare forma di contratto. “La novità di maggiore interesse della rete d’impresa sta nella parte normativa. Le Pmi interessate al contratto, infatti, in caso di adesione si trovano di fronte a uno strumento di aggregazione che le avvicina alla formula della società di persone, con una flessibilità organizzativa e finanziaria pressoché equivalente, ma con responsabilità limitata al patrimonio comune. Senza contare le agevolazioni fiscali che lo Stato accorda alle imprese che decidono di sperimentare questo nuovo modo di competere sugli scenari globali” ha dichiarato il presidente dell’Aip Domenico Palmieri. Gli ha fatto eco Giuseppe Fontana, consigliere della Camera di Commercio milanese, che ha sottolineato come “nel rimescolamento di regole e ruoli che il nuovo ambiente internazionale ha comportato per le piccole e medie imprese nostrane, la formula delle reti, attraverso la condivisione delle risorse e del rischio, propone agli imprenditori un rafforzamento strutturale utile, quanto meno, a difendersi dall’aggressività dei competitor stranieri”.
D’altra parte, il fattore del rischio rappresenta il discrimine per sottoporre il contratto di rete al vaglio delle banche. Per questo motivo l’Aip, in collaborazione con l’Abi, sta anche portando avanti un’operazione di valutazione patrimoniale degli asset delle imprese il cui obiettivo finale è la creazione di un “rating di rete” da mettere a disposizione degli istituti di credito. “Comprendiamo la prudenza delle banche, soprattutto in questa fase, e cerchiamo quindi di fornire loro tutte le garanzie necessarie per dare forza e sostegno a un modo innovativo di fare impresa, diverso e alternativo alla formula, oggi un po’ in declino, dei distretti e dei consorzi” ha spiegato Palmieri. Nel frattempo, Camera di Commercio e Aip hanno pubblicato un bando da 27.500 euro per il finanziamento alla costituzione di due reti d’impresa sul territorio della Lombardia. Rivolta alle Pmi dei settori agroalimentare, meccanico, chimico-plastico, farmaceutico e informatico, l’iniziativa è valida fino al prossimo 31 marzo.