Cloud: Italia Laboratorio Microsoft per le Pmi?

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I primi clienti italiani di soluzioni cloud di Microsoft sono soddisfatti: Kevin Turner, chief operating officer di Microsoft lo conferma, raccontando le strategie per il cloud, vizi e virtù dei principali competitor

Il cloud computing, come è ormai arcinoto, si sta imponendo anche in Italia oltre come una vera e propria rivoluzione nel settore dell’Ict, anche come un nuovo modello di business che consentirà alle imprese di ripensare i propri processi produttivi e i modelli organizzativi in modo anche radicalmente diverso rispetto al passato e al presente nel tentativo di acquisire maggiore competitività. Il cloud, in questo senso, si sta proponendo come un’importante leva da usare proprio per soddisfare una esigenza competitiva. Microsoft è da tempo uno dei protagonisti di questo mercato, in termini di proposition, impegno e varie modalità di declinare il concetto del cloud, che per essere assimilato abbisogna di un cambiamento anche culturale da parte di chi gestisce i sistemi informativi nelle imprese. L’It delle “nuvole”, in particolare, si prospetta come una grande opportunità per le Pmi italiane di accedere in modo semplice, rapido ed economico alle tecnologie necessarie per qual salto innovativo e organizzativo che serve per proiettarsi sui mercati internazionali. Quello del cloud è stato il clou di un incontro con la stampa di Kevin Turner, chief operating officer di Microsoft Corporation, una delle persone che all’interno di questa multinazionale detta le guidances per la crescita su questa nuova frontiera. L’intervista che segue è ricavata dallo speech che Turner ha tenuto in questa circostanza e dagli interventi nella sessione “Question & Answer”.

 

Può sintetizzare l’attuale vision di Microsoft per il cloud computing?
Il cloud computing è una nuova modalità di accesso alla tecnologia, concepita per permettere alle aziende l’utilizzo di risorse hardware o software in modalità on demand. In base a una stima dell’Università di Milano, la sua rapida adozione potrebbe creare nei prossimi anni fino a un milione di posti di lavoro nella sola Europa. A livello mondiale, uno studio di Idc, che noi condividiamo, sostiene che il valore del mercato del cloud computing, stimato attualmente intorno ai 16,5 miliardi di dollari, arriverà a oltre 55 miliardi entro il 2014 e che gran parte di tale mercato si svilupperà in Europa. Secondo alcune recenti elaborazioni al nostro interno, le attività riconducibili al cloud in tutto il mondo aggiungeranno almeno 800 miliardi di dollari di attività economiche nelle economie locali entro il 2013. Inoltre, nella UE in particolare, l’adozione dell’It tramite le nuvole potrà creare nei prossimi anni più di 100.000 nuove imprese, oltre ad un incremento del prodotto interno lordo pari allo 0.3%.

 

Cosa fa Microsoft per favorire e sostenere lo sviluppo del cloud?
Al nostro interno allo sviluppo di questi prodotti/servizi lavorano 30mila ingegneri e da solo questo numero dice la rilevanza che noi annettiamo a questa innovazione, per la nostra crescita, per la crescita del mercato It e soprattutto per la crescita dei sistemi economici e delle aziende in cui essi troveranno adozione. In un momento come questo, in cui i governi si trovano alla ricerca di nuovi modi per incoraggiare la crescita e sostenere lo sviluppo dell’economia, siamo sempre più convinti che il cloud svolgerà, o possa svolgere, un ruolo fondamentale, soprattutto in Europa, quale strumento per affrontare le sfide economiche in corso. Microsoft collabora con partner e clienti per incentivare il progresso tramite cloud, sfruttando l’ampia community di sviluppatori, la piattaforma cloud Azure e gli investimenti locali, incluso il mega data center da 500 milioni di dollari a Dublino, il più grande investimento di questo tipo al di fuori del Nord America. I dollari investiti nell’infrastruttura cloud da parte di Microsoft ammontano già a 2,3 miliardi.

 

Avete già dei clienti ‘molto impegnati’ sui vostri servizi cloud?
Certamente. Basti dire che la metà delle società nella graduatoria di Fortune sono nostre clienti. Ci sono tra le utilities e le banche più importanti del mondo. Mai io oggi sono qui a Milano perché voglio lanciare un messaggio alle Pmi del vostro paese. Il cloud è per queste realtà una opportunità veramente importante e noi della Microsoft, grazie anche al fatto di padroneggiare la tecnologia Office, abbiamo veramente una offerta mirata e flessibile, adatta per ogni esigenza. Non nascondo il fatto che stiamo pensando di creare in Italia una specie di ‘laboratorio’ di valenza internazionale per tutto quello che riguarda le ‘nuvole’ per le Pmi. Invito pertanto tutte queste aziende a cercare di comprendere i valori del cloud per poi valorizzarne i potenziali di crescita del business.

 

Può citare qualche organizzazione italiana che ha già iniziato ad avvalersi dei vostri servizi?
Uno dei primi clienti è l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma che per i suoi 2500 dipendenti ha adottato una nostra soluzione di gestione della messaggistica e della collaborazione. Mi risulta che questa migrazione, avvenuta in poco tempo e senza problemi per gli utenti, abbia prodotto un miglioramento del servizio e in pari tempo determinato una riduzione di costo del 60% rispetto alla precedente soluzione. Inoltre ha liberalizzato risorse umane che possono dedicarsi allo sviluppo di applicazioni specifiche in ambito medico, usufruibile anch’esse in modalità cloud. Un altro cliente è l’Istituto Universitario Europeo di Firenze che aveva per l’It aspettative di eccellenza, in sintonia con il suo ruolo, che credo Microsoft abbia soddisfatto. In questo caso la gestione delle email affidata a Microsoft per i suoi 2000 utenti ha fatto risparmiare 345mila euro, moltiplicato per 100 la capacità di storage e liberalizzato tempi per lo staff It del 25%.

 

Quali sono gli atout principali delle proposition di Microsoft rispetto a quelle dei due maggiori concorrenti: Google e Ibm?
Innanzitutto voglio precisare che per far decollare le soluzioni cloud in Italia Microsoft ha messo in campo un ecosistema di ben 25mila partner che si stanno attrezzando per servire al meglio questo mercato. Dalla nostra, ce lo dicono i clienti, abbiamo sicuramente un approccio che privilegia la semplificazione e la trasparenza. Mi spiego meglio: rispetto a Ibm siamo sicuramente più semplici perché veniamo da una esperienza Office che ci ha fatto conoscere dentro le aziende e che nel tempo abbiamo sempre più semplificato. La user experience di Ibm è invece più complessa. Rispetto a Google noi diciamo dove andiamo a depositare i dati (in Europa Microsoft dispone di due grossi data centre in Olanda e Irlanda) e questo è motivo di tranquillità per i clienti che vogliono giustamente conoscere in qualche parte del mondo stanno loro importanti asset. Inoltre noi non ci limitiamo a fornire strumenti di collaborazione ‘rudimentali’ ma innovativi e consolidati come SharePoint, che rappresenta peraltro in questo momento la linea di prodotti di maggiore crescita con un fatturato ormai sopra i due miliardi di dollari. Abbiamo inoltre il Crm e una piattaforma come Azure che sono certo ci riserverà grandi soddisfazioni perché offre a sviluppatori un supporto unico per lo sviluppo di applicazioni usufruibili in the cloud. Inoltre, diversamente da Google, noi non imponiamo il nostro hosting ma lasciamo anche qui ampia libertà di scelta al cliente.

 

E per quanto riguarda la banda?
Beh la banda è importante per il decollo dei servizi cloud. Ma credo che oggi ci sia coscienza che il business nasce e cresce dove c’è banda adeguata. Quando la banda è adeguata anche i costi dell’attività imprenditoriale scendono. Semmai mi preoccuperei di più degli aspetti normativi: qui noi stiamo lavorando con i regolatori e con l’Unione europea per offrire un sistema che consenta ai clienti di operare in sicurezza, avere visione sulla toponomastica dei loro dati e quindi evitare mal di testa terrificanti. In conclusione recuperare il ritardo è una sfida possibile ma bisogna scommettere sull’innovazione e passare da una vecchia interpretazione dell’It, verso una concezione della stessa come leva per aiutare le aziende a a raggiungere maggiore efficienza, produttività e competitività.